Vino Connect Sicilia, il progetto che valorizza la filiera vitivinicola

Vino Connect Sicilia, il progetto che valorizza la filiera vitivinicola

Ai nastri di partenza “Vino Connect Sicilia”, l’ambizioso progetto in cui si intende coinvolgere la filiera del vino per migliorarne le performance anche ai fini turistici ed enogastronomici. Approdo finale sarà la costituzione di cooperativa di comunità a cui parteciperanno cantine, istituzioni, musei, associazioni, sommelier e professionisti del settore e che sarà il nuovo acceleratore della filiera vitivinicola dell’Isola. Le prime adesioni, ben trenta, sono state formalizzate. Il progetto è stato presentato qualche giorno fa presso l’azienda Feudo Maccari di Noto, parte dalla Sicilia Sud-orientale ma è rivolto a tutta la Sicilia del vino.

Il progetto definito Vino Connect Sicilia ovvero “Il credito cooperativo acceleratore per lo sviluppo nelle aree da Val di Noto a Val di Mazara: Terra dei vini” è finanziato da Fondosviluppo Spa, il fondo mutualistico di Confcooperative, su impulso della Bcc di Pachino e Bcc Toniolo di San Cataldo e vede Confcooperative Sicilia e Azure Consulting, partners strategici del progetto.

Il progetto mira a valorizzare e a promuovere lo sviluppo della cooperazione nell’ambito della filiera del vino. In questo caso il termine cooperazione va inteso in senso lato e cioè: stare insieme, lavorare insieme, confrontarsi sulle idee e costruirle. Ecco perché lo strumento individuato per l’attuazione di un progetto complesso che mira a portare verso il futuro la tradizione millenaria del vino in Sicilia è una cooperativa di comunità. Scelta che è stata dettata anche dalla volontà di creare uno strumento che possa assicurare che il processo di aggregazione, le sinergie e i percorsi condivisi per facilitare l’economia legata al vino (compreso il turismo), possano continuare nel tempo.

Ente attuatore del progetto è l’associazione “Vivi Vinum”, di cui fanno parte eminenti professionalità e cultori del vino: dal sommelier, al docente universitario, allo studioso della storia della viniviticoltura locale, al produttore.

Il progetto propedeutico alla costituzione della cooperativa di comunità si articolerà in 18 mesi in cui, con lo scopo di vivacizzare alcuni territori dalle grandi potenzialità non ancora espresse al massimo, si lavorerà molto con le scuole, le comunità locali e i produttori. Inoltre saranno avviati confronti con altre regioni d’Europa. L’intento è anche quello di importare buone prassi anche nell’ottica della fruizione turistica della cultura locale.

«Abbiamo ottenuto le risorse per lo sviluppo dell’enoturismo – ha affermato Walter Guarrasi, presidente Vino Connect Sicilia e Vivi Vinum Pachino durante la presentazione del progetto – piuttosto che segmentare gli sforzi, uniremo le potenzialità di tutti gli attori della filiera vitivinicola per strutturare azioni a lungo termine che possano potenziare le produzioni della Doc Eloro e della Doc Noto, valorizzeremo le contrade dei vini e avvieremo il cammino del Nero D’Avola che non c’è da nessun’altra parte in Sicilia. Mappando il territorio abbiamo constatato che non basta una settimana per scoprire i borghi del vino».

«Vino Connect Sicilia sarà supportato da un finanziamento nazionale per la cooperazione di Fondo Sviluppo – ha spiegato Concetto Costa, presidente Bcc di Pachino e Presidente Federcasse Sicilia che ha portato anche i saluti della Bcc San Cataldo – di cui le banche cooperative sono contribuenti: queste risorse daranno impulso allo sviluppo delle vigne e dei vini del territorio, che hanno potenzialità ancora inespresse e meritano un costante progresso».

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