Fondi strutturali, presentato il Csr al partneriato agricolo

Fondi strutturali, presentato il Csr al partneriato agricolo
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Cinque anni di programmazione e fondi per oltre 1,5 milioni euro. In Sicilia la torta dei fondi strutturali per l’agricoltura è sempre complicata da spartire: gli appetiti sono tanti e non sempre possono essere soddisfatte tutte le aspettative, benchè legittime.

Per evitare gli errori del passato legati ad una visione verticistica della programmazione ed evitare cortocircuiti con la base produttiva e i progettisti, nei giorni scorsi è stato avviato il confronto tra l’assessorato Agricoltura e i rappresentanti delle organizzazioni di categoria, degli ordini professionali di agronomi, periti agrari, agrotecnici, medici veterinari e biologi, delle università, dei sindacati confederali, del mondo delle cooperative. All’incontro che si è svolto a Palazzo d’Orléans, erano presenti l’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino, il direttore generale del dipartimento regionale dell’Agricoltura, Dario Cartabellotta, e il capo di gabinetto dell’assessorato Giovanni Cucchiara. 

Nel Complemento di programmazione per lo sviluppo rurale (Csr) alcune direttrici fondamentali elaborate tenendo conto della realtà agricola dell’Isola. Sostegno ad agricoltori e allevatori, soprattutto nelle aree interne; modernizzazione e innovazione del sistema agroalimentare favorendo l’aggregazione territoriale; valorizzazione del paesaggio rurale. Tutto attraverso la facilitazione di accordi di filiera, la promozione del brand Sicilia e dei prodotti di qualità Dop, Igp e biologici, favorendo la multifunzionalità delle imprese agricole, la creazione di reti e un legame sempre più stretto con il turismo. Cosí per grandi linee le azioni previste nei prossimi cinque anni di programmazione sono state descritte al vasto partneriato chiamato a raccolta alla Presidenza della Regione.

«Ascolteremo le proposte – ha detto l’assessore Sammartino – dando vita al tavolo del partenariato che ci accompagnerà a individuare come impostare al meglio la nuova programmazione e i nuovi bandi, per spendere bene le risorse e dare benefici alle nostre produzioni. Vogliamo coinvolgere il mondo scientifico e i produttori per rilanciare il settore: il nostro obiettivo è rendere sempre più competitivo il sistema agricolo, agroalimentare e agrituristico dell’Isola, un grande comparto produttivo orientato ai prodotti di qualità e alle relazioni virtuose tra turismo, enogastronomia ed export. Dobbiamo fare eccellenza e farla conoscere all’Italia e al mondo». 

Per la stesura del Csr si è partiti da alcuni dati di fondamentale importanza che servono ad inquadrare e contestualizzare l’agroalimentare siciliano. La Sicilia è la prima regione italiana per superficie agricola utilizzata (Sau) con 1,342 milioni di ettari; primeggia in Italia per l’agricoltura biologica che viene praticata in 360 mila ettari) e detiene il primato nazionale di imprese agricole condotte da giovani under 35 (6.375). Inoltre il modello agricolo è sempre più diversificato con attività connesse a quelle agricole: agriturismo, trasformazione di prodotti agricoli e produzione di energia rinnovabile.

Nell’Isola sono 160.629 le imprese che operano nel comparto “agrifood” (agricoltura, alimentare e bevande), il 13% del numero complessivo nazionale, il valore della produzione ammonta a circa 9,7 miliardi di euro (5%) e operano nel settore 117.150 addetti (8%). 

Ammonta in totale a 536 milioni di euro il valore delle produzioni Dop e Igp, valore che rispetto al 2020 è cresciuto del 3,6%. Nell’Isola si contano 67 prodotti: 36 nel comparto cibo il cui valore è pari a e 87 milioni; 31 nel vino per un valore di 449 milioni. La Sicilia è la decima regione per impatto delle produzioni a marchio di qualità, nelle quali sono impiegati 19.981 operatori, ovvero il 12% di quelli che lavorano in tutte le imprese agricole. Il fatturato di questo settore incide per circa il 35% del totale, a conferma che ogni impresa che produce prodotti a marchio di qualità pesa in valore tre volte rispetto ad una senza caratterizzazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *