Cia Sicilia: Psn e Psr da rivedere, serve equa distribuzione dei premi Pac

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La Commissione Europea ha rispedito il Piano Strategico Nazionale al Ministero dell’Agricoltura con duecentoquaranta rilievi. Ce n’è abbastanza per legittimare e dare forza alla richiesta avanzata dai neo-eletti vertici della Cia siciliana che chiedono una Politica Agricola Comune più aderente alle legittime istanze del Sud e un nuovo Programma di Sviluppo Rurale che sia a misura dell’agricoltura isolana.

«Le richieste di chiarimento inviate dalla Commissione Europea all’Italia sul Piano Strategico Nazionale – sottolinea Scardino – sono la prova evidente dell’inadeguatezza del Piano e confermano quanto denunciato lo scorso anno dalla Cia siciliana. Il Piano, nella sua formula attuale, non è sufficiente. La Commissione osserva che in esso numerosi elementi, sono mancanti, incompleti o incoerenti. Le osservazioni della Commissione – aggiunge Scardino – entrano nel merito in maniera trasversale su tutte le parti del Piano sia sul primo che sul secondo pilastro. Risulta insufficiente il metodo della convergenza che l’Italia ha deciso nella forma minimale, lasciando insoddisfatti la maggior parte degli agricoltori ed allevatori della Sicilia, è insufficiente l’approccio con gli ecoschemi così come le giustificazioni del premi accoppiati. I numerosi rilievi della Commissione evidenziano l’assoluta necessità della concertazione a partire dai territori e anche l’approccio del futuro Psr viene messo in discussione. È urgente un tavolo regionale al fine di analizzare le criticità e formulare proposte per i tavoli di concertazione nazionali». 

Scardino CIA Sicilia

«Per questi motivi – conclude Scardino – abbiamo chiesto un incontro all’assessore Scilla al fine di avviare un confronto che porti a formulare proposte che contengano una equa distribuzione dei premi Pac e limitino le storture derivate dai premi storici».

Nel frattempo il presidente della Regione Nello Musumeci, durante l’incontro svoltasi a Palazzo Orleans con l’inviato speciale per la sicurezza alimentare del ministero degli Affari esteri, l’ambasciatore Stefano Gatti, ha indicato il nuovo corso per l’agricoltura siciliana. Nella riunione in cui erano presenti anche gli assessori all’Economia, Gaetano Armao, alle Autonomie locali, Marco Zambuto, e il dirigente generale del dipartimento regionale dell’Agricoltura, Dario Cartabellotta, Musumeci ha sostenuto come la Sicilia debba essere orientata “verso una nuova strategia alimentare”.

«Prima la pandemia e poi la guerra in Ucraina hanno evidenziato che senza autonomia energetica ed alimentare può andare in tilt l’intero sistema economico. La Pac compie 60 anni e deve essere strategicamente orientata alla produzione di cibo e alla remunerazione degli agricoltori, attraverso l’Accordo di filiera con agroindustria e con premi per la ruralità che ne garantiscano la permanenza in campagna soprattutto nelle aree interne, verso le quali c’è grande attenzione da parte del mio governo», ha detto il presidente della Regione Nello Musumeci.

«Con i suoi 1,5 milioni di ettari coltivati – ha proseguito il governatore – la Sicilia propone un modello di agricoltura mediterraneo sostenibile e multifunzionale che, dentro gli obiettivi di Agenda 2030, vuol garantire cibo buono e di qualità ai consumatori e reddito agli agricoltori. Una nuova strategia alimentare che, grazie anche al rilancio dell’Ente di sviluppo agricolo, possa suggerire ai nostri agricoltori verso dove indirizzarsi, senza scontrarsi, ovviamente, con le produzioni dei Paesi del Nord Africa, con le quali è difficile concorrere a causa dei loro costi di produzione inferiori. Oggi – ha concluso Musumeci – il tema dell’indipendenza alimentare è rilevante tanto quanto quello dell’indipendenza energetica».

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