Indicazione di origine in etichetta, il Governo dice sì alla proroga

Indicazione di origine in etichetta, il Governo dice sì alla proroga
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Rinnovato sino al 31 dicembre 2022 l’obbligo di indicare in etichetta l’origine delle materie prime, in scadenza a fine anno. È stato, infatti, co-firmato dai ministri Roberto Speranza e Giancarlo Giorgetti il decreto interministeriale che coinvolge Mipaaf, Mise e il dicastero della Salute. Ad essere interessati sono la pasta con il grano duro, il pomodoro, il riso, il latte e i prodotti caseari nonché le carni suine trasformate. 

«Si tratta di una decisione che abbiamo sostenuto e sollecitato perché va incontro all’esigenza di informare con assoluta chiarezza e trasparenza i consumatori. E, allo stesso tempo, va incontro all’impegno degli agricoltori italiani per la sicurezza e la qualità dell’alimentazione», ha commentato Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura.

La proroga dei regimi sperimentali in materia di indicazione dell’origine in etichetta – rileva Confagricoltura –  è stata motivata con riferimento alle consultazioni in corso del regolamento (UE) n.1169/2011 relativo alle informazioni ai consumatori sugli alimenti.

«Occorre accelerare il passo in ambito europeo – sottolinea il presidente di Confagricoltura – per armonizzare le regole relative all’indicazione dell’origine dei prodotti destinati all’alimentazione. In numerosi Stati membri si registrano iniziative nazionali che stanno a dimostrare la rilevanza della questione».

A questo riguardo Confagricoltura vede di buon occhio il fatto che i temi dell’origine dei prodotti e dell’informazione dei consumatori faranno parte del programma di lavoro per il semestre di presidenza francese dell’Unione europea che avrà inizio il 1° gennaio prossimo. «Abbiamo anche l’occasione – conclude Giansanti – per tentare di avvicinare le posizioni sul sistema di etichettatura Nutriscore che, senza basi scientifiche, danneggia la Dieta Mediterranea».

Soddisfatto il deputato Luciano Cillis, esponente M5S in commissione Agricoltura che ricorda come il MoVimento 5 Stelle, sin dal suo ingresso in Parlamento, si batta per un’etichettatura trasparente sull’origine delle materie prime degli alimenti che renda pienamente consapevole il consumatore nelle scelte da compiere. 

Il risultato è stato raggiunto nel 2018 e adesso la norma, come prevedono i regolamenti comunitari, è stato prorogata. Il rinnovo annuale, infatti, è insito nello strumento normativo che ci permette di imporre l’obbligo in etichetta essendo una proroga ad una deroga comunitaria. Sentita da produttori e consumatori la necessità di superare la fase sperimentale. «Si tratta – osserva De Cillis – di indicazioni che costituiscono oramai elementi indispensabili a orientare le scelte di acquisto dei consumatori, sempre più spesso interessati al prodotto ottenuto e lavorato in Italia».

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