Laghetti aziendali, dotazione aggiuntiva di 15 milioni di euro

Laghetti aziendali, dotazione aggiuntiva di 15 milioni di euro
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Nuovo stanziamento per finanziare i laghetti aziendali. All’iniziale dotazione di venti milioni del bando pubblicato nel gennaio di quest’anno, si aggiungono altri quindici milioni di euro reperiti tra i fondi destinati al dissesto idrogeologico che potranno essere destinati al finanziamento di opere realizzate dagli imprenditori agricoli per soddisfare le necessità irrigue delle proprie aziende.

La graduatoria definitiva dei progetti in questi giorni è in fase di definizione dopo avere revisionato quella provvisoria pubblicata a settembre. Il bando “Laghetti aziendali” pubblicato dal Dipartimento regionale dell’Agricoltura e finalizzato alla creazione o il miglioramento di bacini di accumulo, di piccola e media dimensione, per la raccolta e gestione dell’acqua a livello aziendale e interaziendale, ha riscosso un notevole successo: 750 progetti, di cui 699 giudicati ammissibili. Del resto era allettante un contributo a fondo perduto fino a un massimo del 70 per cento e finanziamenti a condizioni agevolate (tasso dell’1,9%) assicurate dell’Irfis, la Finanziaria della Regione. 

Con il nuovo stanziamento viene aumentato il budget, ma questo non basterà a far fronte a tutte le richieste per far fronte alle quali si stima siano necessari circa settanta milioni. per far fronte a tutte le richieste pervenute attraverso il bando pubblicato dal dipartimento regionale dell’Agricoltura.

«L’obiettivo del nostro governo – ha dichiarato il presidente della Regione Nello Musumeci –  è quello di soddisfare tutte le istanze che hanno i requisiti necessari, mettendo totalmente a disposizione i fondi che occorreranno. In particolari zone del nostro territorio, questi bacini di accumulo rappresentano spesso l’unica soluzione per fronteggiare adeguatamente i periodi siccitosi che mettono in difficoltà le colture e rientrano, pertanto, nella strategia a tutto campo che stiamo portando avanti per proteggere in modo definitivo dalla crisi idrica le nostre produzioni agricole».

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