Ciclone su Sicilia orientale: danni alle strade e aziende agricole isolate

Ciclone su Sicilia orientale: danni alle strade e aziende agricole isolate
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Sicilia orientale sotto la pressione del meteo avverso. Il ciclone e i diversi temporali di forte intensità che si sono abbattuti in questa parte dell’Isola hanno provocato gravi disagi alle vie di comunicazione, straripamenti di fiumi e corsi d’acqua, ponti a rischio crollo e tanti altri danni all’interno delle aziende agricole.

Ancora prematura la conta dei danni, anche perchè le condizioni meteo avverse sono tutt’altro che rientrate. Confagricoltura Sicilia fa sapere che le sue strutture territoriali sono tutte allertate e mobilitate nel monitoraggio dell’andamento meteo. La situazione, specialmente nella Piana di Catania, viene monitorata con particolare attenzione ed un quadro più preciso dei danni, evidenziano i tecnici dell’Unione provinciale, verrà fatto non appena l’emergenza sarà cessata. Le prime segnalazioni degli associati parlano di alcuni crolli verificatesi nei terrazzamenti agrumicoli del versante jonico e di diverse frane ed allagamenti di carciofeti ed agrumeti dove l’acqua stenta a defluire.

«Finora – conferma il presidente della Confagricoltura siciliana, Ettore Pottinoda altre provincie non sono giunte notizie particolarmente allarmanti sul fronte di danni alle strutture ed alle colture. In questo momento le preoccupazioni maggiori sono per le coltivazioni in corso di raccolta, quali quelle olivicole e per gli agrumi ed ortaggi in pieno campo a causa del  rischio di grandinate e venti impetuosi». «Il punto dolente – continua Pottino – è sempre lo stesso, ovvero la fragilità dei collegamenti delle aree interne con il conseguente isolamento di interi territori ad alta vocazione agricola. Il mutamento climatico è divenuto ormai una realtà che ci deve far seriamente riflettere sulla necessità   di introdurre nuove disposizioni normative a tutela delle produzioni agricole magari utilizzando uno strumento più celere come la Protezione Civile che, nel caso dei recenti incendi che hanno devastato gli allevamenti dell’isola, è riuscita a dare in tempi relativamente brevi le risorse per riprendere immediatamente le attività».

L’altro aspetto importante rilevato dai tecnici di Confagricoltura riguarda la diffusione a macchia di leopardo delle precipitazioni e la loro breve ed elevata intensità che, proprio per questa ragione non consente all’acqua di defluire attraverso i canali e le condotte concepite per eventi non straordinari come quelli che ormai si verificano da qualche anno a questa parte.

«Un territorio fragile come quello siciliano – conclude il presidente Pottino – ci espone ad un rischio continuo che non può gravare solo ed esclusivamente sulle spalle degli agricoltori che, ai sensi della nuova Pac in via di definizione dovrebbero rivestire un ruolo di custodia ben più accentuato e con meno risorse disponibili».

Anche Cia-Agricoltori Italiani è molto preoccupata dall’allerta lanciata dalla Protezione Civile e dai danni finora provocati dai temporali associati alle forti raffiche di vento.

Il presidente Sicilia Orientale Giuseppe Di Silvestro ha inviato proprio oggi una lettera al presidente della regione Siciliana Nello Musumeci, agli assessori Marco Falcone (Infrastrutture) e Toni Scilla (Agricoltura), al dirigente generale della Protezione civile regionale, Salvatore Cocina. 

Nella lettera Cia Siciia orientale chiede “che venga proclamato lo stato di calamità e che si costituisca una cabina di regia istituzionale, da convocare con estrema urgenza presso il comune di Scordia, per l’immediata ricognizione dei danni strutturali ed infrastrutturali e affinché vengano emanate misure straordinarie per il riassetto e ripristino delle strade principali e secondarie, si monitorino i danni e si concertino le misure future per la regimentazione delle acque. Al tavolo si riuniscano Genio Civile, Protezione Civile, gli assessorati all’Agricoltura e alle Infrastrutture, le organizzazioni professionali agricole, i sindaci dei comuni colpiti”.

«A 24 ore dal ciclone, i danni alle attività agricole sono già enormi e non abbiamo tenuto ancora conto di quelli alla produzione», sottolinea Di Silvestro che prosegue: «Sono stati colpiti soprattutto i comuni di Palagonia, Ramacca, Scordia, Paternò, Randazzo, Francofonte e Lentini (salvo ulteriori e più approfonditi accertamenti). Le piogge alluvionali hanno causato smottamenti di natura idrogeologica, interruzione di strade e linee ferrate, esondazioni di torrenti. Inoltre vi sono stati allagamenti di interi appezzamenti di terreno, deposito di detriti vegetali e pietrosi, dissesto di strade provinciali, interpoderali e poderali».

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