Incendi in Sicilia, Coldiretti Sicilia denuncia: c’è un progetto criminale

Incendi in Sicilia, Coldiretti Sicilia denuncia: c’è un progetto criminale
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Mille incendi da gennaio ad oggi. Tanti ne ha contati il Servizio antincendio boschivo siciliano del Comando Corpo forestale della Regionale Siciliana. “Siamo di fronte ad un progetto criminale che sta distruggendo tutta la Sicilia”, denuncia Coldiretti Sicilia. “Non è possibile assistere a questa devastazione continua – aggiunge l’organizzazione agricola siciliana – che evidentemente nasconde interessi”. Parla di situazione incancrenita Coldiretti, e sottolinea come a rischiare non siano solo gli agricoltori. Gli incendi, infatti, lambiscono i centri urbani, provocano panico e lo spopolamento delle aree interne.

Sono circa 400 gli imprenditori agricoli della Coldiretti che hanno aderito alla campagna avviata per porre un freno al fuoco con segnalazioni e azioni di spegnimento, ma la situazione è ormai in piena emergenza e per questo occorre agire con piani di prevenzione efficaci. 

Oltre al costo degli interventi per emergenza – osserva Coldiretti Sicilia – il fuoco causa la perdita di biodiversità per danni alla fauna e alla flora con boschi di querce, di faggio, di castagno. Nelle aree incendiate vengono impedite tutte le attività umane tradizionali del bosco come la raccolta della legna, dei piccoli frutti, ma anche quelle di natura hobbistica come i funghi che coinvolgono a cominciare da settembre decine di migliaia di appassionati a cui si somma la difficoltà per turismo e agriturismo per calo delle presenze nelle aree coinvolte.

Nel frattempo, stamane, si è riunita d’urgenza l’Unità di crisi nazionale della Protezione civile, dopo la  richiesta avanzata ieri dal presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. Al centro del confronto la difficile situazione che l’Isola sta vivendo in queste settimane a causa dell’aumento degli incendi, quasi tutti di origine dolosa, e dell’incessante caduta di cenere vulcanica sui centri etnei.

Tutti concordi nel prevedere un’estate critica, con temperature alte che non fanno presagire certamente niente di buono. Si stanno valutando iniziative possibili per intervenire sul territorio, anche con la presenza di unità dell’Esercito nelle zone rurali particolarmente vulnerabili.

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