Consorzi di bonifica, debito alle stelle. E a pagare sono solo la metà

Consorzi di bonifica, debito alle stelle. E a pagare sono solo la metà

Il copione si ripete. Sempre lo stesso, da decenni. Non appena gli agricoltori ricevono le cartelle di pagamento dei consorzi di bonifica dove sono elencati debiti da paura, viene lanciato l’allarme e scatta la richiesta di moratoria. In questo caso l’Sos è stato lanciato dalla Cia. «È necessario procedere alla sospensione di tutti i ruoli per un periodo di sei mesi con l’obiettivo di istituire un gruppo di lavoro che faccia chiarezza e decida sulla correttezza delle quote che devono essere a carico degli agricoltori e sull’intervento finanziario che la Regione deve disporre per sanare le mancate entrate dei Consorzi di Bonifica», dicono il presidente di Cia Sicilia Orientale, Giuseppe Di Silvestro, e Giosuè Catania, responsabile regionale Cia in materia di Consorzi di Bonifica. 

I rappresentanti della Cia hanno chiesto all’assessore regionale alle Politiche Agricole, Toni Scilla, un incontro urgente per affrontare il solito, ormai vecchio e drammaticamente irrisolto problema dei debiti e dei ruoli dei Consorzi di Bonifica che pesano in maniera significativa sui bilanci e sul futuro delle imprese agricole.

La storia è nota. Sui Consorzi di bonifica siciliani pesano 26 anni di gestione commissariale durante i quali si è accumulata una montagna di debiti, che oggi ammonterebbe ad oltre 100 milioni di euro. La genesi è da ricercare nella riduzione dell’intervento della Regione sui bilanci dei consorzi e sul mancato pagamento dei ruoli da parte di molti agricoltori. A questo si sono aggiunte le ripetute moratorie e i rinvii delle scadenze determinate dalle calamità.

Pare che a pagare sia solo la metà degli agricoltori, secondo quanto denunciato dai rappresentanti della Cia: «C’è chi paga per gli altri, chi non può pagare e chi non vuole pagare». Insostenibile la spesa per le aziende agricole: dal 2012 al 2018 i ruoli consortili sono aumentati del 141%. Per dare un’idea del fenomeno, basta dire che i ruoli emessi e ancora da riscuotere, solo per la Sicilia orientale, ammontano a oltre 40 milioni di euro.

Di Silvestro e Catania invitano anche a riflettere sul perchè gli agricoltori non paghino quanto dovuto al Consorzio di Bonifica. Al netto delle furberie, sono in molti che lamentano disservizi, mancata erogazione dell’acqua, rottura perenne delle condotte e costi esorbitanti del sollevamento. 

«Da tempo – ricordano Di Silvestro e Catania – rivendichiamo un’operazione verità sull’entità del debito e sulla verifica dei creditori per chiudere una pagina che con l’intervento del Governo Regionale. Fare chiarezza sui debiti accumulati dai Consorzi di bonifica in questi lunghi 26 anni di gestione commissariale, significa facilitare il percorso di riforma finalizzata a rendere moderna ed efficiente la bonifica in Sicilia, rendendola libera da incrostazioni amministrative e finanziarie». Per questo l’organizzazione agricola guarda con attenzione al disegno di legge di riforma presentato dal Governo Regionale e spinge affinché vengano “accelerati i tempi nel dibattito assembleare che individui un percorso di modernità, di innovazione e di rilancio della bonifica in Sicilia in un’ottica europea”.

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