Integratori e nutraceutici dagli scarti della trasformazione dei limoni

Integratori e nutraceutici dagli scarti della trasformazione dei limoni
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Integratori e nutraceutici dagli scarti di lavorazione del limone. La novità è un perfetto esempio di economia circolare e di riduzione dei rifiuti nei processi industriali della trasformazione agroalimentare. E tutto grazie alla tecnologia messa a punto da Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, in collaborazione con due aziende siciliane, l’Agrumaria Corleone spa e la Navhetec srl. La prima è uno storico marchio che da quattro generazioni produce succhi ed essenze per l’industria, la seconda è una start-up nata nel 2016 nell’incubatore Arca dell’Università di Palermo che opera nel settore della nutraceutica.

L’idea di trasformare gli scarti della lavorazione del limone in integratori e nutraceutici da utilizzare nella prevenzione di alcune patologie come obesità, diabete, ipercolesterolemia e disturbi cardio-vascolari adesso potrà realizzarsi grazie all’innovazione brevettata da Enea, che si basa sulla tecnologia di “separazione su membrana”. La tecnica, abbinata a successive fasi di incapsulamento ed essiccazione mediante tecnologia di spray-drying o essiccazione a spruzzo, permette di ottenere dagli scarti e dai sottoprodotti della lavorazione del limone delle nanovescicole, ovvero piccolissime sfere ricche di composti bioattivi come acidi nucleici, polifenoli, lipidi e proteine.

Ma quali sono gli effetti sulla salute umana di questi prodotti innovativi? Alcuni studi in vivo e in vitro effettuati dalla start-up Navhetec già nel 2015 hanno dimostrato una forte azione di riduzione della crescita di cellule tumorali, mentre studi in corso ne evidenziano le proprietà antinfiammatorie. Inoltre, nel 2019, a seguito della sperimentazione del sistema brevettato su alcuni volontari sani, è emersa una riduzione di alcuni fattori di rischio cardiovascolare, quali colesterolo-LDL e circonferenza vita.

Il brevetto di Enea è applicabile anche ad altre matrici vegetali e consente di ottenere un prodotto di facile dosaggio e utilizzo, ad alta stabilità e conservabilità, facilmente trasferibile su scala industriale, con costi e tempi di produzione ridotti rispetto alle tecniche tradizionali di ultracentrifugazione. «Il brevetto, utile anche per la formulazione di cibi e bevande con proprietà nutraceutiche, si ispira al principio zero waste nei processi produttivi ed è in grado di rispondere sia a esigenze ambientali che economiche, legate da una parte all’abbattimento dei costi di smaltimento e dall’altra alla trasformazione degli scarti agroindustriali in bioprodotti ad alto valore aggiunto», sottolinea Paola Sangiorgio, ricercatrice del Laboratorio bioprodotti e bioprocessi del Centro Ricerche Enea della Trisaia. 

Il prossimo passo? Dal laboratorio all’industria il passo non è breve ma, assicurano i ricercatori, il processo si può trasferire con facilità. Nel progetto d’impresa di Navhetec è strategica la partneship con Agrumaria Corleone che nello stabilimento produttivo alle porte di Palermo ed esteso 25mila metri quadrati, si occuperà della produzione dei composti innovativi.

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