Calderone (Equità Territoriale): “Sui fondi Ue l’ennesimo scippo del Nord”

Calderone (Equità Territoriale): “Sui fondi Ue l’ennesimo scippo del Nord”
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«Il Partito Unico del Nord composto da Pd, Lega, Forza Italia e Cinque Stelle vuole scippare al Sud e alla Sicilia anche i fondi per l’agricoltura. Il nostro movimento si opporrà in tutte le sedi a questa nuova rapina». Non usa mezza misure il coordinatore di Equità Territoriale in Sicilia, Franco Calderone. È furioso per quanto sta avvenendo a Roma in sede di Conferenza Stato-Regioni, dove le aree rurali del Meridione si trovano a dovere resistere agli attacchi delle ricche e sviluppate regioni del centro-Nord, che intendono intercettare le risorse europee finora destinate prevalentemente al Sud. «Ancora una volta – dice Calderone – si conferma quanto è ingiusto questo Stato, quanto è ingiusto questo Paese. Il nostro Movimento ha già preso una posizione ufficiale su questa ennesima vergogna. La verità, del resto, è davanti agli occhi di tutti: il Nord intende rapinare il Sud anche dei finanziamenti all’agricoltura. Più soldi ai ricchi e morte ai poveri. Se passasse la linea del “Partito Unico del Nord”, le regioni meridionali vedrebbero sparire altri due miliardi di euro, soldi che prenderebbero la via del centro-Nord».

– Avete in programma qualche iniziativa?

«Di certo, non ci fermeremo a protestare», annuncia Calderone. «Il Movimento 24 Agosto-Equità Territoriale attiverà tutte le iniziative possibili per contrastare questo ulteriore scempio nel campo dell’agricoltura».

– Ma chi c’è dietro questo ennesimo tentativo di scippo? 

«Anzitutto, le regioni tosco-padane, che vogliono stravolgere ogni criterio di equità, sbeffeggiando i criteri europei di riparto dei finanziamenti. L’Ue, tramite il Fondo europeo per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, assegna all’Italia una consistente somma per riparare a situazioni di disagio e di arretratezza economica, nonché per bilanciare il reddito in agricoltura delle regioni più povere. In Italia, invece, le Regioni del Nord, con a capo l’Emilia Romagna del Pd ed il Veneto della Lega, puntano a modificare i criteri di attribuzione risorse del Feasr».

– Secondo lei, c’è una vera e propria intesa in questo senso?

 «Certamente sì. Le regioni più ricche d’Italia si sono messe d’accordo per cambiare i parametri di ripartizione dei finanziamenti comunitari e quindi fare arrivare maggiori risorse al Nord, a svantaggio del Mezzogiorno. Il Nord ha anche opposto un netto rifiuto al tentativo di mediazione fatto dalla Regione Puglia, guidata dal governatore Pd, Michele Emiliano. Così, il ministro dell’Agricoltura, il triestino Stefano Patuanelli, e il viceministro Gian Marco Centinaio, di Pavia, avrebbero stabilito che la maggioranza vince. Il risultato è che le Regioni del Nord, secondo loro, dovrebbero prendere più risorse, alla faccia delle Regioni del Sud». 

– L’accusa che viene rivolta alle regioni del Sud, è quella che non riuscirebbero a spendere interamente i soldi provenienti da Bruxelles…

«Niente di più falso. Stanno solo cercando di fare passare il Sud e la Sicilia come territori incapaci di utilizzare i fondi europei destinati all’agricoltura. È solo una volgare e truffaldina scusa per derubarci anche una quota consistente di fondi a sostegno del settore agricolo. Questa vicenda deve servire a tutti gli agricoltori del Sud e della Sicilia che ancora votano per Pd, Lega, Forza Italia e Movimento 5 Stelle, a capire che non debbono più votare per questi partiti. Votare per questi partiti significa votare in favore di chi cerca di affossare il Sud e la Sicilia». 

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