Protocollo d’intesa Regione-Parco, a Pantelleria torna l’asino pantesco

Protocollo d’intesa Regione-Parco, a Pantelleria torna l’asino pantesco
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Uno stallone e cinque riproduttrici di asino pantesco torneranno nelle campagne di Pantelleria. Finora sono stati nell’allevamento pilota del demanio forestale “San Matteo” a Erice. Nel corso dei prossimi mesi se ne valuterà la capacità di adattamento all’habitat dell’isola e verranno inseriti a pieno titolo nell’attività rurale.

Lo prevede un accordo sottoscritto stamattina nella Sala Alessi di Palazzo d’Orleans tra la Regione Siciliana e l’Ente Parco nazionale dell’isola di Pantelleria. Obiettivo dell’accordo la tutela, la conservazione e la valorizzazione dell’asino pantesco di cui sull’isola mediterranea non c’era più un esemplare benché la razza si fosse differenziata e rafforzata proprio nell’isola del vento.

Da sinistra: Mario Candore, direttore del Dipartimento dello Sviluppo rurale e territoriale; Toni Scilla, assessore regionale all’Agricoltura, allo Sviluppo rurale e alla Pesca mediterranea; Salvatore Gabriele, presidente dell’Ente Parco di Pantelleria; Antonio Parrinello, direttore del Parco di Pantelleria

Il protocollo d’intesa è stato firmato dall’assessore regionale dell’Agricoltura, Toni Scilla, dal direttore del Dipartimento dello Sviluppo rurale e territoriale, Mario Candore, e dal direttore del Parco nazionale di Pantelleria, Antonio Parrinello; presenti anche il presidente del Parco, Salvatore Gabriele, e il direttore generale del Dipartimento Agricoltura, Dario Cartabellotta.

L’asino pantesco è una razza rara la cui presenza nell’habitat pantesco era già segnalata dal primo secolo a.C.. Caratterizzata da una straordinaria resistenza alle condizioni di estremo disagio, compresa la mancanza d’acqua, e dall’andatura veloce, nei decenni passati rischiò l’estinzione. Dal 1989 l’ex Azienda regionale Foreste demaniali ha avviato un progetto pilota per la ricostituzione della razza asinina pantesca e nel 2006 questo asino è stato ammesso al registro anagrafico delle razze/popolazioni equine.

«Questo accordo – sottolinea l’assessore regionale dell’Agricoltura, Toni Scilla – è un segnale importante di come il governo Musumeci sia attento alle esigenze che provengono dal territorio, a partire dalle periferie che possiedono grandi potenzialità. La sinergia tra la Regione e l’isola di Pantelleria punta a salvaguardare e rilanciare il territorio anche sotto l’aspetto socio-economico».

Il ritorno dell’asino pantesco offre valore aggiunto «alla centralità dello sviluppo rurale e dell’agricoltura, che rappresentano occasioni importanti per il rilancio turistico dell’isola» aggiunge il presidente del Parco, Salvatore Gabriele, che appoggia la proposta di rendere Pantelleria Covid free in vista della stagione estiva. «Il recupero di una razza che rischiava l’estinzione e che invece caratterizza la tradizione pantesca – conclude il direttore del Parco, Antonio Parrinello – consentirà di fare diventare questi esemplari elementi importanti dell’attività turistica, escursionistica, anche puntando sulla destagionalizzazione».

Collaboreranno al progetto anche due associazioni, EcoItaliaSolidale, che cura le attività di onoterapia per bambini con disabilità, e l’Aps Woodvivors, che promuoverà un viaggio attraverso l’Italia con due mule e un’asina pantesca per realizzare una ricerca e un documentario sulle attività contadine.

L’accordo sottoscritto oggi prevede che l’Ente Parco assuma l’onere della custodia, della cura e della sorveglianza sanitaria degli esemplari di razza pantesca concessi dal Dipartimento Sviluppo Rurale, attenendosi scrupolosamente al protocollo riproduttivo attuato nell’allevamento di San Matteo per preservare la purezza generica degli animali; provveda al loro addestramento; realizzi l’attività di tutela, conservazione e valorizzazione degli asini, che saranno ricoverati negli immobili (dammusi e terreni) di proprietà del demanio forestale regionale di Monte Gelfiser.

Il Dipartimento Sviluppo rurale e territoriale si occuperà dell’affidamento degli esemplari, assicurerà la continuità dell’attività lavorativa prestata dal proprio personale e assegnerà in comodato d’uso gratuito i terreni per l’allevamento. Una cabina di regia sovraintenderà all’attuazione di questo accordo di collaborazione.

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