Doc Sicilia e Igt Terre Siciliane, la metà messo in bottiglia oltre lo Stretto

Doc Sicilia e Igt Terre Siciliane, la metà messo in bottiglia oltre lo Stretto
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Chi il vino lo conosce solo perché lo beve, forse salterà dalla sedia. Eppure, è vero: la metà del vino a Doc Sicilia viene imbottigliato fuori dall’Isola. E dove viene confezionato tutto questo vino che porta il marchio Doc Sicilia? Semplice, in Veneto anzitutto. Ma anche in Emilia Romagna e, poi, in Piemonte. Non si tratta di un abuso, sia chiaro, ma di una deroga adottata in base all’articolo 8 del Regolamento comunitario n. 607 del 2009, che è servita a salvaguardare i diritti precostituiti dei soggetti che tradizionalmente hanno effettuato l’imbottigliamento al di fuori della Sicilia. Per potere proseguire in questa attività, le aziende vitivinicole oltre lo Stretto devono ottenere delle apposite autorizzazioni individuali. E nemmeno la pandemia è riuscita a modificare il rapporto tra la massa di vino confezionato in Sicilia e quello imbottigliato fuori dall’Isola.

La fotografia di questa “anomalia”, se così possiamo definirla, viene fuori dalla recente relazione sull’attività 2020 elaborata dall’istituto Regionale del Vino e dell’Olio. La proporzione tra Doc Sicilia imbottigliato in regione e quello fuori regione è un po’ cambiata, ma non nel senso sperato: nel 2020, infatti, la quantità di vino confezionato oltre lo Stretto è addirittura aumentata passando dal 47,2% del 2019 al 48,7. Controlli a campione servono poi a “salvaguardare la qualità e assicurare l’efficacia dei controlli”, come recita il disciplinare della Doc Sicilia all’articolo 5. Lo stesso articolo nel quale si afferma che “vinificazione, invecchiamento obbligatorio, qualora previsto, e imbottigliamento devono essere essere effettuate nell’ambito dell’intero territorio amministrativo della Regione Sicilia”, ad eccezione delle deroghe, come abbiamo già visto.

Gli effetti della pandemia sul vino siciliano a marchio

Analizzando la dinamica più da vicino e soffermandoci sui valori assoluti piuttosto che sulle percentuali, emerge che anche fuori dall’Isola le aziende che imbottigliano vini a Doc Sicilia hanno patito gli effetti della pandemia, tanto da fare diminuire l’imbottigliato di quasi 9 mila ettolitri. Ben più marcata la differenza tra il 2019 e il 2020 per il vino Doc Sicilia imbottigliato in loco, che è passato dai 378.960,64 ettolitri del 2019 ai 347.174,44 del 2020. In totale, la Doc Sicilia nel 2020 ha perso il 5,7% di imbottigliato che, tradotto in bottiglie, significa 5,4 milioni di pezzi in meno.

Analoga è la situazione per l’Igt Terre siciliane. Anche per questo vino la percentuale del prodotto imbottigliato fuori dalla Sicilia sfiora la metà. Con i 386.292,38 ettolitri e 51,5 milioni di bottiglie da 75 cl del 2020, il vino confezionato oltre lo Stretto arriva al 49,2%. Nel 2019 con 422.703,79 e 56,4 milioni di pezzi era quasi un punto sotto (48,4%). In questo segmento il Covid ha colpito più duramente, facendo perdere, al vino Igt Terre siciliane, tra quello imbottigliato in Sicilia e quello imbottigliato fuori dall’Isola, complessivamente il 10,2%.

Il trend delle altre Doc della Sicilia

Il documento dell’Irvo, inoltre, mette in luce alcune dinamiche interessanti che indicano nuovi trend per alcune Doc e per alcune Igt diverse da quelle che si riferiscono all’intero territorio regionale. Tra le 24 doc ce ne sono tre – Santa Margherita Belice, Sambuca di Sicilia e Sciacca – che non sono state rivendicate né nel 2019 né nel 2020. Cambierà qualcosa nel 2021 per la Doc Sciacca visto che almeno la Cantina De Gregorio ha deciso di mettere in bottiglia una parte della produzione con questa denominazione.

Tutte le Doc siciliane – 24 in tutto – hanno subìto una flessione. Chi più marcata, chi meno. In quattro hanno messo a segno un più nella quantità di imbottigliato. Si tratta della Mamertino di Milazzo (+73%) che approvata nel 2004 è in grande spolvero da qualche anno; della Monreale (+20,6), sul cui rilancio alcuni importanti produttori hanno deciso di puntare; della Riesi (+23,8%) e della Siracusa (+88,7%).

La staticità (o quasi) delle sei Igt siciliane

Infine tra le sei Igt che per semplicità definiamo “locali” (Salina, Salemi, Avola, Fontanafredda, Valle del Belìce, Camarro), poco o per nulla “gettonate” dai viticoltori e dalle cantine, ce n’è una che nel 2020 ha mostrato un’insolita vivacità, passando da 9,2 a 38,5 ettolitri di vino imbottigliato: si tratta della Igp Avola, che, forse per il nome, evoca il vitigno siciliano tra i più in voga sugli scaffali. Ma in realtà il fenomeno è ancora in fase di studio.

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