Diga Disueri, presto il progetto per il recupero e il consolidamento
A distanza di quasi 50 anni si interviene per recuperare e consolidare la diga Disueri a Gela. L’opera garantirà maggiore sicurezza all’invaso aumentando la capacità di accumulo di almeno di una decina di milioni di metri cubi d’acqua che saranno vitali per l’agricoltura.
Per progettazione e lavori veri e propri disponibili 20 milioni di euro stanziati nell’ambito del Patto per il Sud. I lavori rientrano negli oltre cinquanta interventi sulle 26 dighe della Regione voluti dal governo Musumeci, sotto la supervisione dall’assessorato all’Energia guidato da Alberto Pierobon e che sono finalizzati alla lotta alla siccità e alla desertificazione.
Gli uffici del dipartimento Acque e Rifiuti hanno proceduto all’aggiudicazione della gara per i servizi di ingegneria che consentirà a breve di avviare la fase di progettazione dell’intervento che dovrebbe esaurirsi nell’arco di circa cinque mesi. Seguirà la progettazione esecutiva e quindi, dopo la fase approvativa, il responsabile unico del procedimento potrà avviare la procedura di affidamento dei lavori veri e propri di consolidamento della sponda sinistra.
La storia della diga Disueri comincia 70 anni fa. Venne costruita negli anni ’50 e poi riedificata una ventina di anni dopo perché soggetta alla continua azione delle acque sotterranee che ne erodono periodicamente il substrato gessoso di fondazione.
La Diga Disueri – superficie dell’intero bacino imbrifero di 24 mila ettari e capacità nominale di 12 milioni di metri cubi d’acqua del fiume Disueri (che da emissario del lago prende il nome Gela) -, fu completata nel 1948 e rappresentò a quel tempo una delle maggiori opere costruite in tutta Europa.
Negli anni ’60 si notò che, a causa della gran quantità di detriti trasportati dal torrente Disueri che andavano a depositarsi sul fondo dell’invaso, la vita del lago artificiale era destinata a durare al massimo qualche anno. Ma poiché era diventata ormai di vitale importanza per l’agricoltura nella Piana di Gela, venne deciso di sopraelevare lo sbarramento per rimpinguare la capacità d’invaso del serbatoio. I lavori ultimati nel 1997 portarono la capacità fino a 16 milioni di metri cubi d’acqua.
Successivamente si presentarono i problemi di stabilità che hanno determinato scelte operative di sicurezza cosicché non è stato possibile più contenere l’acqua fino al livello di massimo invaso.
L’intervento della Regione consentirà di mettere in sicurezza la sponda sinistra dell’invaso e di sfangare parzialmente il fondo per rimuovere le attuali limitazioni. La capacità teorica è di 23 milioni di metri cubi ma ad oggi, per problemi di sicurezza, la potenzialità è dimezzata. L’intervento previsto ha lo scopo, seguendo le direttive del servizio Dighe, di procedere a una manutenzione dinamica dell’infrastruttura volta a contrastare, nel tempo, l’azione erosiva sui gessi, tale da consentirne di allungare la vita.
