Psr Sicilia, disimpegno scongiurato. Ecco le misure in pagamento

Psr Sicilia, disimpegno scongiurato. Ecco le misure in pagamento
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Sotto l’albero la Regione Siciliana ha trovato un bel regalo: non ci sarà alcun disimpegno per il Psr. Il Programma di Sviluppo Rurale, infatti, chiude il 2020 con una spesa certificata pari a 1,189 miliardi di euro che è al di sopra della soglia minima imposta dalla Commissione Ue. A fronte di un obiettivo di spesa pubblica (n+3) 2020 dettato dall’Unione Europea di 297.322.910,08 euro, la somma già erogata nell’anno 2020 ad oggi ammonta a circa 368 milioni di euro. Cifra che consente alla Sicilia di superare l’obiettivo di spesa di circa 71 milioni e di fugare, quindi, lo spettro del disimpegno automatico.

Il tutto grazie ad un’accelerazione finale nell’emissione dei decreti di pagamento da parte di Agea, mossa su cui tutti contavano, dall’assessore Edy Bandiera al dirigente generale del Dipartimento Agricoltura, Dario Cartabellotta. Ma a contarci – in quello che molti definiscono quasi un miracolo, viste le non incoraggianti premesse da cui si partiva – erano soprattutto gli agricoltori, i quali finalmente potranno vedere ora un barlume di luce in fondo al tunnel.

«I quattrini non sono ancora sul loro conto corrente, ma presto lo saranno», assicurano all’assessorato. Tra i pagamenti in arrivo ci sono pure i premi per l’indennità compensativa (Misura 13), che ammontano in totale a 25 milioni di euro e che in Sicilia riguardano circa 10 mila aziende. Analoga la somma sbloccata per la sottomisura 10.1b (Pagamenti per impegni agro-climatico-ambientali – Metodi di gestione delle aziende eco-sostenibili) che, invece riguarda circa duemila beneficiari.

Al momento i quattrini si trovano ancora nelle casse di Bankitalia, pronti per essere trasformati in accrediti sui conti correnti. Si stima, quindi, che nelle prime settimane del 2021 saranno nella completa disponibilità dei beneficiari.

Ad essere soddisfatto anzitutto l’assessore Edy Bandiera, che raccoglie il frutto migliore della sua permanenza all’assessorato. Bandiera lascerà il posto ad un altro esponente di Forza Italia, sul cui nome si sta ancora discutendo. Il rimpastino del governo regionale si dovrebbe fare entro la fine dell’anno e, a meno di sorprese dell’ultima ora, tra i due assessorati che cambieranno titolare dovrebbe esserci proprio quello all’Agricoltura. 

«La Sicilia – dichiara Bandiera – non restituisce somme all’Europa. Anche quest’anno, nonostante le difficoltà causate a tutte le parti pubbliche e private in causa dall’emergenza Covid, il Governo Musumeci, in agricoltura, ha abbondantemente superato il target di spesa che ci detta l’Unione Europea, con oltre un miliardo e 189 milioni di spesa pubblica, già erogata complessivamente agli agricoltori siciliani». 

Psr Sicilia Cartabellotta disimpegno
Il dirigente generale del Dipartimento agricoltura, Dario Cartabellotta

E poi il riconoscimento alla squadra che, in pratica, ha tolto il freno a mano e innestato la quarta alla spesa del Psr Sicilia. «Un plauso va rivolto – prosegue l’assessore – al Dipartimento Agricoltura, guidato dal Direttore Cartabellotta e agli ispettorati dell’agricoltura di tutte le province siciliane. Il target di spesa raggiunto e superato costituisce un importante passo avanti nella strada della costruzione di un nuovo e definito modello di sviluppo siciliano che guarda all’agricoltura e all’agroalimentare siciliano di qualità come pilastri fondamentali».

«In questi tre anni di attività, abbiamo raggiunto una spesa sempre più qualificata, passando da erogazioni “in transizione o in trascinamento”, vale a dire – spiega l’assessore – relativi a graduatorie o impegni pluriennali, assunti nell’ambito della programmazione Psr 2007-2013, alla concreta attuazione di misure, bandi e investimenti destinati alle aziende agricole e ai giovani, alla tutela e salvaguardia dell’ambiente, alla infrastrutturazione del territorio rurale, all’agricoltura biologica e ad attività agricole in zone interne, montane e svantaggiate».

In particolare, tra le misure più significative, sono stati erogati 25,5 milioni di euro a 1.267 giovani siciliani che, per la prima volta, hanno avviato un’azienda agricola (misura 6.1), fattore questo che conferisce alla Sicilia il primato nazionale per numero di aziende gestite da giovani sotto i 35 anni d’età. Circa 106 milioni di euro sono andati agli agricoltori per la conversione o il mantenimento dell’agricoltura biologica prevista dalla misura 11, grazie alla quale la Sicilia detiene tra le regioni europee il primato per superficie in bio, con ben 440 mila ettari complessivi all’attivo.

Oltre 56 milioni di euro sono andati alle aziende agricole per investimenti diretti all’ammodernamento del sistema produttivo, al miglioramento della competitività, all’aumento del rendimento globale, nonché alla realizzazione di nuovi prodotti/processi e introduzione di nuove tecnologie (Misura 4.1 e 4.2).

Soddisfatti, ovviamente, anche i progettisti e i consulenti degli agricoltori coinvolti, per quanto di loro competenza, nel raggiungimento dell’importante obiettivo. Per il futuro, però, sperano che alla capacità di spesa si aggiunga una più significativa “buona pratica” amministrativa nella formulazione e nell’attuazione degli interventi sul territorio regionale in attuazione delle misure programmate. Il riferimento, va ovviamente, agli anni più difficili in cui le categorie professionali sono state poco o per nulla ascoltate. Il messaggio magari non sarà esplicito, ma è chiarissimo: non si potrà fare a meno della collaborazione di chi, per motivi professionali, conosce bene le pastoie in cui sono costretti a muoversi gli agricoltori.

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