Promozione vino, dall’Ue 8 milioni di euro. Ma Musumeci non se lo ricorda

Promozione vino, dall’Ue 8 milioni di euro. Ma Musumeci non se lo ricorda
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Da buon lettore di Nietzsche, il presidente della Regione Nello Musumeci dovrebbe conoscere la differenza che il filosofo tedesco fa tra i fatti e l’interpretazione dei fatti. E da giornalista quale egli è, dovrebbe ricordarsi anche dell’art. 2 della legge istitutiva dell’Ordine che pone come obbligo inderogabile “il rispetto della verità sostanziale dei fatti”. Ecco perché lasciano davvero perplessi le dichiarazioni che il governatore siciliano ha rilasciato in merito alla pubblicazione del bando pubblicato dalla Regione siciliana relativo all’Ocm vino, riguardante in particolare la misura “Promozione sui mercati dei Paesi terzi”. 

Che cosa ha detto Musumeci? Parlando di oltre otto milioni di euro da dare alle aziende vitivinicole siciliane per la promozione dei prodotti fuori dall’Ue, con un contributo a fondo perduto fino al 60% delle spese sostenute per l’attività di propaganda, il governatore ha tenuto a specificare che si tratta di «altre risorse che il mio governo ha voluto mettere in campo per aumentare sempre di più la competitività delle nostre produzioni enologiche, già conosciute e apprezzate nei mercati esteri».

Una boccata d’ossigeno, insomma, per le aziende siciliane del vino, in un momento in cui la crisi provocata dall’effetto-Covid sta mettendo in ginocchio tutta l’economia. Peccato però – ed è qui che Musumeci l’ha sparata davvero grossa – che con questi soldi la Regione non c’entri completamente nulla. Spieghiamo meglio.

L’Ocm Vino – ovvero l’Organizzazione Comune di Mercato del vino, il sistema di regole, aiuti e contributi ai vitivinicoltori – è gestito dall’Unione Europea, come del resto dalla Ue dipendono e derivano tutti gli aiuti in agricoltura. La quantità dei fondi da mettere a disposizione per questo comparto viene pertanto decisa a Bruxelles. E sempre lì, viene stabilita la ripartizione fra i singoli Stati membri.

È poi il ministero delle Politiche Agricole che definisce il quadro finanziario nazionale, assegnando a ciascuna regione non solo la somma complessiva, ma indicando anche come la dotazione finanziaria viene ripartita tra le diverse misure: promozione, investimenti, ristrutturazione e riconversione dei vigneti, nonché interventi a salvaguardia del mercato come distillazione e vendemmia verde. Insomma, ciascuna regione non aggiunge nulla alla disponibilità finanziaria decisa prima a Bruxelles e poi a Roma.

Quindi, che cosa ha messo di suo la Regione siciliana? Nient’altro che la scrittura e la pubblicazione del bando. Nei tempi imposti dal decreto ministeriale, poi, si occuperà dell’istruttoria delle singole domande e della redazione della graduatoria. Non un soldo, non un provvedimento legislativo, insomma. E questo solo per amore di chiarezza dei fatti e non delle interpretazioni.

Tornando al bando della Sicilia, va detto che la dotazione finanziaria complessiva è pari a 8,3 milioni di euro e ci sarà tempo sino al 23 novembre per la presentazione delle domande. Ecco alcune delle iniziative che potranno essere finanziate grazie a questa misura: partecipazione a manifestazioni, fiere ed esposizioni internazionali; incoming presso le cantine per ospitare giornalisti e potenziali acquirenti; campagne di informazione e promozione da attuarsi presso i punti vendita, la grande distribuzione e la ristorazione dei Paesi terzi. 

Di routine e più pragmatico il commento dell’assessore all’Agricoltura, Edy Bandiera: «La promozione rappresenta un tassello fondamentale per continuare a sostenere la crescita della nostra filiera vitivinicola. Un’azione che mira anche a spingere il brand “Sicilia”, sempre più richiesto e apprezzato in tutto il mondo, a maggior ragione dopo il rallentamento dei mercati causato dal Covid 19».

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