PrestO, ecco i “nuovi” voucher per il lavoro occasionale in agricoltura

PrestO, ecco i “nuovi” voucher per il lavoro occasionale in agricoltura
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Qualcuno li ha definiti i nuovi voucher ma il realtà il loro acronimo è “PrestO” (contratti di “Prestazione occasionale”), veri e propri rapporti di lavoro destinati a retribuire coloro che in azienda svolgono lavori saltuari. I “PrestO”, varati nel luglio del 2017, fino ad oggi non hanno goduto di troppa fortuna: poco conosciuti e poco applicati, messi in secondo piano rispetto ai tradizionali voucher (che però dallo scorso anno non sono più consentiti e sono tuttora invocati dalle organizzazioni agricole), tuttavia ricordano in parte la disciplina dei buoni per il lavoro occasionale accessorio, tanto da essere gestiti tramite una piattaforma accessibile all’interno del sito dell’Inps.

I contratti PrestO già attivi dal 2017, ma poco conosciuti

Ma come funzionano questi “PrestO”? E come è regolato, in parole povere, il contratto di prestazione occasionale in agricoltura? Chiariamo subito che per quando riguarda il settore agricolo, le imprese possono ricorrere al contratto di prestazione occasionale solo per le prestazioni rese da alcuni lavoratori specificatamente individuati, sia per limiti di importo che, in generale, per tutte le altre disposizioni previste dalla legge.

Simili ai voucher ma con marcate differenze

La differenza con i tradizionali voucher agricoli, quelli che le imprese già conoscono bene, è soprattutto una: nel caso dei “Presto” per utilizzare la prestazione occasionale in agricoltura, oltre a rispettare i specifici limiti economici, dovrà essere soddisfatto il requisito dell’occasionalità. L’attività, cioè, dovrà quindi essere di ridotta entità, occasionale o saltuaria viene sottolineato nelle disposizioni attuative emesse dall’Inps.

“Se, dunque, al lavoratore vengono richieste più prestazioni che, pur rispettando i limiti economici stabiliti, presentino una qualche continuità tra loro, – spiegano all’Inps – l’attivazione del contratto di prestazione occasionale può essere contestata”.

Ma altra importante differenza che esclude da questo strumento un gran numero di aziende agricole è di fatto la dimensione economica dell’azienda che rimane esclusa dalla possibilità di fare ricorso ai contratti di prestazione occasionale se ha più di 5 dipendenti a tempo indeterminato.

Chi può essere assunto con un PrestO?

Ma quali sono le figure che possono essere prese in carico con i “Presto”? Eccole: disoccupati, pensionati di vecchiaia o di invalidità, giovani con meno di 25 anni iscritti a un istituto scolastico o all’università, e infine i percettori di prestazioni integrative del salario, di Rei o di altre prestazioni di sostegno al reddito (anche Rdc). Per tutte queste figure vale però un principio: non devono risultare iscritti l’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli. Tutti questi requisiti, devono essere autocertificati all’atto della propria registrazione nella piattaforma informatica Inps.

Ben chiaro è, inoltre, il limite economico del contratto di prestazione occasionale per il settore agricolo: il limite di spesa per ciascuna impresa è di 5mila euro all’anno, che di fatto sale a 6.600 in quanto per le categorie impiegabili si computa solo il 75% dell’importo corrisposto. Il tutto tenendo conto che le prestazioni complessivamente rese da un lavoratore alla singola impresa, non possono superare i 2.500 euro per non oltre 280 ore di lavoro annuo.

Attivare un PrestO

Come si attiva un contratto “PrestO”? I committenti, almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione, sono tenuti a trasmettere, attraverso la piattaforma informatica Inps ovvero avvalendosi dei servizi di contact center dell’ente previdenziale, dati anagrafici del lavoratore, luogo, oggetto della prestazione, data di inizio e il monte orario complessivo presunto con riferimento ad un arco temporale massimo di dieci giorni consecutivi e il compenso pattuito per la prestazione nei limiti previsti dalla legge il che significa che non può essere al di sotto della misura minima oraria prevista per il settore agricoltura.

Il lavoratore riceve contestuale notifica della dichiarazione attraverso sms o posta elettronica.

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