Psr e Ocm Vino, sentenza dei giudici e sui preventivi la Regione fa dietro-front

Psr e Ocm Vino, sentenza dei giudici e sui preventivi la Regione fa dietro-front
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

C’è voluta la sentenza di un tribunale per convincere i vertici dell’assessorato all’Agricoltura della Regione siciliana a fare marcia indietro rispetto alla rigida posizione che avrebbe determinato l’archiviazione di alcuni progetti dell’Ocm Vino e del Piano di Sviluppo Rurale

Stiamo parlando dei progetti che prevedono l’acquisto di macchine e attrezzature non contenute nei prezziari regionali. In questo caso, i progettisti lo sanno bene, è necessario “adottare una procedura di selezione basata sul confronto di almeno tre preventivi di spesa, forniti da ditte specializzate e in concorrenza, procedendo quindi alla scelta di quello che, per parametri tecnico-economici e per costi/benefici, viene ritenuto più idoneo”. I tre preventivi, poi, devono essere prodotti da fornitori diversi e tra di loro in concorrenza, ovvero, come si dice in termini giuridici, non deve esserci cointeressenza nelle loro partecipazioni societarie.

Ma come fa un imprenditore agricolo, ovvero il progettista cui è affidata la redazione del progetto, a verificare tutto questo? Difficile, se non quasi impossibile. Ma finora mamma Regione, in buona sostanza, lo ha preteso. Tant’è che ha archiviato alcune domande in fase di istruttoria, ritenendo che le imprese avessero violato i requisiti del bando e che, in certi casi, ci fosse perfino malafede. 

Ora però, la Regione, con l’adozione della sentenza n. 5099/2018 emessa dalla Sezione specializzata in materia di imprese del Tribunale di Palermo, deve riconoscere che la presentazione di preventivi emessi da ditte tra di loro cointeressate “non configura un’ipotesi di frode o di attività illegale” e che questa circostanza non è quindi motivazione sufficiente per archiviare un progetto. Non si tratta, insomma, di una irregolarità ma piuttosto di un errore o di carenza sostanziale che non rende l’atto irricevibile o nullo (inesistente) e che può essere sanato, ove possibile – è scritto nella circolare data 13 maggio 2020 – applicando l’istituto del soccorso istruttorioe richiedendo l’opportuna integrazione documentale inerente le offerte presentate.

E allora, con la circolare del 13 maggio scorso sono rimessi in gioco tutti i progetti archiviati per la questione preventivi? Dagli uffici dell’assessorato chiariscono: non è così. Non tutto, infatti, è recuperabile. Spiega Dario Cartabellotta, dirigente generale del Dipartimento Agricoltura: «Le disposizioni valgono per ciò che è attualmente in istruttoria». In pratica, sono interessate numerose domande a valere sulle misure a investimento del Psr Sicilia 2014-2020. A cominciare dalla 4.1 per cui l’istruttoria delle domande, dopo lo stop imposto dall’emergenza Covid-19, è ripartita proprio in questi giorni.

© Copyright 2020 – Tutti i diritti riservati Sicilia Verde Magazine

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.