Agricoltori hobbisti obbligati allo stop dall’emergenza Coronavirus
Tra i tanti dubbi che sono nati dopo l’approvazione dei vari decreti “limitativi” decisi dal governo nazionale, c’è quello dei cosiddetti “agricoltori hobbisti”, coloro cioè che gestiscono piccoli orti o ridotti appezzamenti di terreno coltivato al di fuori di qualsiasi attività imprenditoriale o commerciale. I vincoli di spostamento valgono anche per loro o no? Sono autorizzati a raggiungere il loro campo, senza per questo incappare nelle sanzioni previste dall’ultimo Dpcm 22 marzo 2020, definito “Chiudi-Italia”? È quanto questi agricoltori non professionali – decine di migliaia in tutta Italia – si sono chiesti subito, preoccupati di dovere abbandonare colture e, in alcuni casi, anche qualche animale da cortile.
Sicilia Verde Magazine in questi giorni ha ricevuto parecchie mail in cui si chiedono chiarimenti in merito a questa fattispecie. Chiariamo subito che il governo sull’argomento non ha detto, fino ad oggi, nulla di esplicito. C’è da dire, però, che, a parere di chi scrive, l’attività agricola occasionale svolta per hobby o esclusivamente per l’autoconsumo, e quindi in assenza di partita Iva agricola, non può rientrare tra le attività considerate essenziali, quelle di cui si parla chiaramente nel decreto governativo che, proprio per evitare fraintendimenti, fa esplicito riferimento ai codici Ateco.
Partendo da questa premessa, le conclusioni si possono trarre quindi per deduzione e facendo riferimento solo a quelle norme scritte nei decreti che non si prestano ad ampie interpretazioni.
Come già detto, il decreto del 22 marzo scorso parla esplicitamente di “attività essenziali” e prevede il fermo di tutte le altre attività produttive. Resta autorizzata l’attività agricola e zootecnica, ma solo se svolta in maniera professionale e organizzata in attività di impresa. Nessun riferimento viene fatto ad altre attività di coltivazione. E l’avere chiarito in una faq presente sul sito della Presidenza del Consiglio che “è consentita la vendita anche al dettaglio di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti ect.” – tutte cose che rientrano tra gli acquisti più frequenti degli agricoltori hobbisti – di per sé non può far pensare che questi ultimi siano autorizzati a spostarsi per recarsi a comprare questi prodotti e portarli nel loro orto.
Per completezza di informazione, va ricordato però che la Regione Sardegna in merito alla vicenda degli agricoltori hobbisti ha preso – unica in Italia – una sua posizione. Con una ordinanza emanata il 24 marzo scorso, il governatore sardo, Christian Solinas, ha disposto che “è consentita limitatamente ad una sola volta al giorno e ad un solo componente del nucleo familiare, l’uscita per la conduzione hobbistica di poderi, orti, vigneti ed ortofrutticole in genere, finalizzati al sostentamento familiare”. Evidentemente il governo sardo ha preso atto dell’importanza di questa attività per l’alimentazione e il bilancio economico di molti nuclei familiari.
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