Trasporti marittimi, il blocco mette in ginocchio ortofrutta e agrumi siciliani

Trasporti marittimi, il blocco mette in ginocchio ortofrutta e agrumi siciliani

Va scongiurato il blocco dei trasporti marittimi che potrebbe causare ingenti danni al settore agricolo con serie ripercussioni sul comparto dell’ortofrutta e degli agrumi.

A chiederlo sono Cia-Catania, Confagricoltura Catania, Consorzio Arancia Rossa Igp e Fruitimprese in una lettera inviata al Prefetto della città etnea, Claudio Sammartino. Nella lettera, le quattro sigle dell’agricoltura catanese esprimono forti preoccupazioni in merito alla critica situazione che si è venuta a creare a seguito dell’entrata in vigore della Direttiva Ue che cambia le regole sull’Imo, International Maritime Organization, per ridurre l’inquinamento marittimo. 

Secondo le associazioni degli agricoltori firmatarie della missiva, i rincari pari al 20-25% sul prezzo dei biglietti da e per le isole creeranno un’impennata dei costi di produzione che si ripercuoteranno sui prezzi finali dei prodotti. Inoltre, “se venisse attuato il paventato blocco del trasporto merci – scrivono i rappresentanti di Cia, Confagricoltura, Consorzio Arancia rossa Igp e Fruitimprese – ci sarebbe un rilevante danno economico all’intero settore agricolo“. Per scongiurare il blocco dei trasporti marittimi, le quattro associazioni hanno chiesto l’intervento del Prefetto di Catania.

Solidarietà agli autotrasportatori ed alle altre categorie in lotta (agricoltori e allevatori in testa, ndr) arriva dall’associazione “Siciliani verso la Costituente” che insieme a Associazione Thomas Sankara, I Forconi, Terra e Vita, Italia Costituente, Alba Siciliana, Vox  Populi, Lega Sud, Le Spighe – Piana degli Albanesi, Noi Meridionali, Produttori e Consumatori del Sud, Il Centro destra Palermo, Noi Siciliani per l’Autodeterminazione, La Sicilia ai Sicilianisti, Rinascita Siciliana, Unicoop-Sicilia, Democrazia e Costituzione-Cefalù, Madonie libere, Noi Siciliani, Italia Costituente Circoli della Società Civile, Ranger Siracusa, Cidec-Catania, ha sottoscritto un “manifesto” di sostegno alla protesta dei “padroncini”.

L’aumento delle tariffe del trasporto marittimo secondo Siciliani verso la Costituente è “una nuova provocazione che rischia di mettere fuori mercato molti prodotti siciliani”. “E se è vero – prosegue la nota – che l’inquinamento rappresenta una questione centrale per gli effetti negativi che produce sull’ambiente e sulla salute, è altrettanto vero che i costi derivanti da tali norme non possono penalizzare il trasporto merci, semmai debbono rientrare in un investimento complessivo degli Stati rivolto alla salvaguardia di un bene comune qual è l’equilibrio ecologico”.

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