Nomine Esa: Giuseppe Catania presidente, Marchese Ragona consigliere

Nomine Esa: Giuseppe Catania presidente, Marchese Ragona consigliere

Nel cda dell’Esa della Sicilia, in rappresentanza delle organizzazioni agricole, andrà Rosario Marchese Ragona (nella foto), presidente della Confagricoltura provinciale di Agrigento. Marchese Ragona l’ha spuntata su Giosuè Catania, consigliere uscente indicato da Cia-Agricoltori Italiani che, analogamente a Calogero Sardo – quest’ultimo indicato unitariamente dalle centrali cooperative Agci, Confcooperative e Legacoop -, non è stato ritenuto rinominabile come consigliere dell’Esa a causa del supposto conflitto d’interessi e dell’incompatibilità venutasi creare dopo il ricorso al Tar presentato dai due consiglieri decaduti. Catania e Sardo, infatti, hanno impugnato il decreto di decadenza: impugnativa che non ha prodotto la sospensione del provvedimento e sulla quale i giudici ad oggi devono ancora emettere la sentenza di merito.

Ma c’è anche una seconda motivazione che spiegherebbe la scelta del Governo regionale. Ed è nella stessa ratio della legge regionale dell’11 agosto 2017 n.16 che sanziona, con la decadenza appunto, gli amministratori che non approvano per tempo i rendiconti finanziari e che di fatto farebbe venire meno il rapporto fiduciario tra Governo e consiglieri.

Nella stessa delibera della giunta di governo datata 13 agosto, anche la nomina di Giuseppe Catania, ex deputato regionale di Forza Italia e oggi presidente dell’assemblea di “Diventerà bellissima”, a presidente dell’Ente di Sviluppo Agricolo.

Scontata la soddisfazione manifestata oggi da Confagricoltura Sicilia che all’inizio dell’estate, dopo la burrascosa vicenda che ha determinato la decadenza dei precedenti componenti del Cda dell’Ente, aveva segnalato il nome di Marchese Ragona all’assessorato regionale Agricoltura. «Riteniamo che la scelta della Giunta di Governo regionale caduta sul candidato indicato dalla nostra organizzazione – dichiara Ettore Pottino, presidente regionale di Confagricoltura – sia una importante base di partenza per l’avvio dell’ormai necessario  processo di  riforma dell’Ente di sviluppo, più volte annunciato e mai concretamente realizzato». 

«Siamo certi – aggiunge  Pottino – che l’enorme  bagaglio di esperienze e conoscenze maturate da Rosario Marchese Ragona all’interno della Confagricoltura siciliana possa contribuire a rilanciare un ente che ha perso nel corso del tempo smalto e la sua identità costituiva per assumere ruoli e funzioni sempre più marginali o aggiuntivi a quelli già esistenti senza portare un reale valore aggiunto al settore primario siciliano alle prese con problemi di ricerca, innovazione, globalizzazione e certificazione delle produzioni».

In un’ottica di miglioramento dei servizio alle imprese agricole, le risorse attuali dell’Ente, sempre secondo la Confagricoltura siciliana, dovrebbero essere destinate al potenziamento delle operazioni creditizie mediante rilascio di garanzie aggiuntive ed al ripristino della viabilità rurale, vero tallone d’Achille delle campagne siciliane sempre più martoriate da incendi ed alluvioni.

Rosario Marchese Ragona, avvocato quarantanovenne di Canicattì, conduce insieme al fratello due aziende ad indirizzo ortofrutticolo e zootecnico nelle province di Agrigento e di Ragusa. Vanta una lunga storia all’interno di Confagricoltura Sicilia, iniziata come presidente, prima provinciale e poi regionale, dell’Anga, l’Associazione dei Giovani Agricoltori. Attualmente è presidente della Confagricoltura di Agrigento e vicepresidente della Confagricoltura regionale.

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