Bellanova: intesa Italia-Romania per fare tornare gli stagionali agricoli

Bellanova: intesa Italia-Romania per fare tornare gli stagionali agricoli

Pur navigando a vista, come un po’ tutto il governo Conte, bisogna dare atto al ministro delle Politiche agricole, la renziana Teresa Bellanova, di una certa caparbietà nell’affrontare i problemi. La mancanza di stagionali nei campi, in vista delle prossime raccolte, è per ora l’emergenza numero uno da affrontare per il settore primario italiano. Un problema, questo della manodopera, che tra l’altro sta alimentando anche l’aspra polemica sulla reintroduzione dei cosiddetti voucher agricoli, richiesti a gran voce da produttori e organizzazioni di categoria, ma bocciati da Cgil, Cisl e Uil. Posizione, quest’ultima, alla quale Conte & compagni, obtorto collo, si sono adeguati fino ad ora.

C’è stata allora la proposta, sensata a nostro avviso, di recuperare quei disoccupati che attualmente percepiscono il reddito di cittadinanza o sussidi di vario genere. Proposta, ad onor del vero, lanciata già oltre un mese fa dagli ambienti della destra – pensiamo al senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso – ma che soltanto adesso è stata raccolta dal ministro: «Ai lavoratori in cassa integrazione, ai disoccupati, ai percettori del reddito di cittadinanza dobbiamo dare l’opportunità di contribuire a mantenere la normalità della vita delle nostre famiglie, impiegandoli temporaneamente nel settore agroalimentare». Una maniera concreta per rispondere al calo dei lavoratori stagionali nelle campagne italiane.

Del resto, se emergenza c’è, è emergenza per tutti. Con lo stesso obiettivo il ministro ha proposto anche di “sanare” la posizione dei migranti irregolari: «Quei lavoratori che oggi sono irregolari nel nostro Paese, ma hanno lavorato magari attraverso il caporalato nei campi, sono persone alle quali dobbiamo dare uno strumento per la regolarizzazione e sono persone fondamentali per procedere alla normale attività agricola».

Una cosa, intanto, è stata già fatta: sono stati prorogati automaticamente i permessi di soggiorno fino al 15 giugno dei lavoratori extracomunitari. Ora, però, Bellanova è al lavoro per cercare un’intesa con i Paesi dell’Est Europa che consenta di riportare i lavoratori stagionali nei campi italiani. Possibilità resa concreta dal recente ok della Commissione europea al cosiddetto “corridoio verde”, cioè alla libera circolazione nella Ue dei lavoratori agricoli al pari di quelli del settore sanitario.

«Sono in contatto con quei Paesi – ha dichiarato Bellanova a Il Sole 24 Oree lunedì 6 aprile incontrerò l’ambasciatore rumeno in Italia. I corridoi verdi sono importanti, ma da soli non bastano. È necessario individuare soluzioni condivise Paese per Paese e stiamo lavorando anche su questo fronte». Per capire l’importanza di un accordo con la Romania basta solo un dato: dal paese balcanico arrivano ogni anno in Italia oltre 107mila stagionali, un terzo di tutta la manodopera straniera.

Un’iniziativa che ha avuto subito il plauso di Coldiretti: «Bisogna raggiungere l’accordo con i governi dei Paesi dell’Est Europa – ha dichiarato il presidente nazionale, Ettore Prandiniperché riprenda l’arrivo dei loro lavoratori nei campi italiani. Con questi Paesi dobbiamo concordare un piano di garanzia della sicurezza e della salute dei lavoratori, in modo tale che quando rientreranno nel loro Paese d’origine non dovranno essere sottoposti alla quarantena».

Il lavoro della terra, come anche quello dell’artigianato, sente da molti anni la mancanza di manodopera locale: scuole a indirizzo agrario sempre meno frequentate, pochi corsi di perfezionamento agricolo capaci di organizzare le nuove generazioni a una professione ben retribuita (un esempio sono i trattoristi oggi quasi inesistenti). Per non parlare del settore vitivinicolo, che soffre della mancanza di manodopera da sempre e con la pandemia in atto sarà ancora più difficile reperire manodopera specializzata.

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