Birra artigianale: Unionbirrai guida la svolta normativa

Birra artigianale: Unionbirrai guida la svolta normativa

ROMA – Una battaglia portata avanti da anni dal comparto brassicolo italiano è oggi a un passo dalla vittoria. In Senato, per iniziativa di Luca De Carlo, presidente della Commissione Industria e Agricoltura, è stato infatti presentato un emendamento al Ddl Imprese che punta a modificare l’articolo 7 della legge 1354/1962 e ad abrogare definitivamente il Dpr 1498/1970, una norma vecchia di oltre cinquant’anni che imponeva vincoli rigidi e ormai anacronistici alla produzione di birra.

Vittorio Ferraris, direttore generale di Unionbirrai

Protagonista di questa svolta è Unionbirrai, l’associazione che rappresenta i piccoli birrifici indipendenti italiani. «Finalmente si accolgono in maniera chiara le nostre istanze – ha commentato il direttore generale Vittorio Ferraris –. Da troppo tempo chiediamo di superare un decreto che penalizza l’innovazione e favorisce i produttori esteri. È un atto di giustizia per centinaia di birrifici che con passione portano avanti un’eccellenza italiana».

L’emendamento, attualmente all’esame del Senato, stabilisce che: “L’anidride carbonica nella birra deve avere un contenuto non inferiore a gr 0,2 per ml 100 e un contenuto non superiore a gr 1 per ml 100. Il decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1970, n. 1498 è abrogato”.

Le restrizioni previste dal Dpr 1498/1970 riguardavano parametri come acidità, limpidezza, tenore alcolico e contenuto di ceneri, in contrasto con gli stili brassicoli moderni, le tecniche artigianali e la normativa europea sulla sicurezza alimentare. Con la loro abrogazione, si aprono nuove prospettive di crescita soprattutto per i microbirrifici che anche in Sicilia stanno conoscendo un’espansione significativa.

Negli ultimi anni l’Isola ha visto nascere diverse realtà produttive, spesso legate a filiere locali: birre aromatizzate con agrumi siciliani, miele dell’Etna, grani antichi e piante officinali del territorio. Prodotti che, liberati da vincoli ormai obsoleti, potranno finalmente esprimere al meglio creatività e identità territoriale, rafforzando l’offerta agroalimentare regionale e dando nuova linfa all’agriturismo e alla ristorazione.

Unionbirrai invita ora tutto il settore a fare fronte comune: birrifici, operatori della filiera e reti d’impresa. «Non è solo una battaglia normativa – sottolinea Ferraris – ma la possibilità di costruire un comparto più competitivo e innovativo. Uniti possiamo cambiare davvero le regole del gioco, per una birra artigianale italiana sempre più libera e moderna».

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