I vini dolci e fortificati: a Catania il Concours Mondial de Bruxelles

I vini dolci e fortificati: a Catania il Concours Mondial de Bruxelles

CATANIA – Dal 16 al 19 settembre 2025 Catania sarà la capitale mondiale dei vini dolci e fortificati grazie al Concours Mondial de Bruxelles, che per la prima volta dedica una sessione esclusiva a queste tipologie in Sicilia. Un appuntamento che, oltre al valore culturale, rappresenta una leva strategica per la competitività delle imprese vitivinicole dell’Isola.

La Sicilia, storicamente culla di etichette come Marsala, Passito e Malvasia, torna al centro dell’attenzione globale con una produzione che ha saputo resistere alle trasformazioni del mercato e che oggi punta a rinnovarsi, intercettando la domanda di vini identitari ad alto valore aggiunto. «La scelta della Sicilia è un riconoscimento al lavoro di viticoltori ed enologi che hanno reso i vini dolci e fortificati patrimonio identitario dell’Isola», ha dichiarato Salvatore Barbagallo, assessore regionale all’Agricoltura.

La manifestazione dedicata ai vini dolci e fortificati non deve essere letta soltanto come un ritorno alle radici. Si tratta di un vero e proprio investimento sul domani: un segmento che può ridare slancio alle esportazioni e offrire nuove opportunità di crescita alle aziende agricole e vitivinicole dell’Isola.

L’evento, organizzato da Vinopress e PRC Repubbliche in collaborazione con la Regione Siciliana e l’Irvo, vedrà la partecipazione di quaranta giurati internazionali, tra degustatori, enologi e giornalisti, chiamati a valutare etichette provenienti da tutto il mondo. Per le aziende siciliane sarà un’occasione unica per rafforzare la propria visibilità sfruttando l’eco mediatica e commerciale di un concorso che rappresenta un punto di riferimento per buyer e operatori internazionali.

Nelle quattro giornate della manifestazione, accanto alle degustazioni e alle masterclass condotte da Pietro Russo MW e dall’enologo Giuseppe Figlioli, il programma prevede una tavola rotonda dedicata al progetto di candidatura Unesco della Sun Belt Zone (Marsala, Jerez e Samos), un progetto di diplomazia culturale che mira a riconoscere il valore universale di tradizioni enologiche che hanno segnato la storia del Mediterraneo. Un’iniziativa che, se approvata, darebbe ulteriore slancio al posizionamento internazionale di queste produzioni, consolidando il legame tra valore culturale e opportunità economiche.

Ma il futuro dei vini dolci e fortificati passa anche da innovazione e sostenibilità. I focus sul cambiamento climatico, sulla tutela della biodiversità e sulla valorizzazione dei vitigni autoctoni mirano a rafforzare la resilienza del settore, rendendo la viticoltura siciliana più competitiva in un contesto globale sempre più attento a qualità e tracciabilità. «Il vino qui è cultura viva – ha sottolineato Baudouin Havaux, presidente del concorsoma anche uno strumento di sviluppo e crescita economica per i territori».

Per l’Irvo, la manifestazione rappresenta un volano anche per l’enoturismo e per le filiere locali, con un impatto che va oltre il settore vitivinicolo, coinvolgendo ristorazione, ospitalità e promozione del territorio. L’obiettivo è rafforzare un modello di economia integrata in cui il vino, soprattutto nelle sue espressioni più raffinate, diventa ambasciatore di una Sicilia autentica e proiettata al futuro.

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