Api e resilienza agricola: a Selinunte un libro che celebra saperi e biodiversità

Api e resilienza agricola: a Selinunte un libro che celebra saperi e biodiversità

Selinunte (TP) – Un alveare nascosto tra le rovine, monete greche con l’effige dell’ape, libagioni di latte e miele prescritte dalla Lex Sacra: Selinunte non poteva che essere il luogo ideale per raccontare la storia dell’apicoltura siciliana. Qui, domenica 7 settembre, al Baglio Florio del Parco archeologico sarà presentato “Apicoltura per amore” (Edizioni Montaonda), libro di Giuseppe Salluzzo e Angela Sanfilippo che intreccia ricerca storica, testimonianza orale e manuale tecnico.

Protagonista del volume è Sebastiano Pulvirenti, ultimo mastru fascitraru dei Monti Iblei, oggi riconosciuto come Tesoro Umano Vivente nel registro Reis. La sua voce attraversa pagine che raccontano non solo la vita di un uomo cresciuto a Sortino tra fascitrari e ceraioli, ma anche i cicli delle api, i gesti della cura, la costruzione delle arnie di ferula e la smielatura. Una pratica che precede i metodi razionali moderni e che restituisce il senso di un equilibrio tra uomo e natura ormai raro.

Il libro è allo stesso tempo memoria e strumento: custodisce un patrimonio di tecniche tradizionali, parole e saperi che rischiavano di perdersi. In appendice un piccolo dizionario del lessico sortinese dell’apicoltura restituisce dignità a un vocabolario specialistico dimenticato, fatto di termini arcaici ma precisi, che raccontano l’intima relazione fra comunità e alveare.

L’evento di Selinunte, organizzato dal Parco archeologico con i comuni di Castelvetrano e Sortino, Aras (Associazione regionale apicoltori siciliani), CoopCulture e Rotary Club Castelvetrano Valle del Belice, si aprirà con i saluti istituzionali di Felice Crescente, direttore del Parco, dei sindaci Giovanni Lentini e Vincenzo Parlato, e dei rappresentanti del mondo agronomico e associativo. Dopo l’intervento dell’editore Luca Vitali, sarà proprio Pulvirenti a raccontare la sua esperienza, prima della presentazione ufficiale a cura del soprintendente del Mare e direttore del Centro regionale di Restauro Ferdinando Maurici. Seguirà un dialogo con gli autori in cui sono coinvolti anche l’agronomo Arturo Genduso e il tecnico apistico Francesco Bellomo.

Apicoltura per amore non è solo un libro ma un atto di tutela. Ricorda che le api non sono soltanto produttrici di miele, ma indicatori di biodiversità e testimoni di un sapere agricolo millenario che oggi, tra cambiamenti climatici e crisi ambientali, acquista nuova centralità.

In un tempo in cui l’apicoltura si confronta con sfide globali, la voce di Pulvirenti e la ricerca di Salluzzo e Sanfilippo diventano un invito a ripensare la relazione con la natura: lenta, rispettosa, basata sull’ascolto.

Oggi l’apicoltura si confronta con minacce globali: cambiamenti climatici, perdita di habitat, pesticidi e parassiti invasivi. In questo contesto, recuperare la memoria delle pratiche tradizionali non è un esercizio nostalgico, ma uno strumento per rafforzare la sostenibilità delle aziende agricole. Le api, infatti, non producono solo miele: garantiscono l’impollinazione di molte colture, contribuendo alla produttività e alla diversificazione degli agroecosistemi.

Apicoltura per amore si inserisce quindi in un dibattito cruciale: come costruire un’agricoltura capace di resistere alle crisi ambientali senza perdere qualità e identità territoriale. Le arnie di ferula, i gesti lenti della smielatura, il lessico tecnico dei fascitrari diventano simboli di una conoscenza che può dialogare con l’innovazione per costruire un futuro agricolo più resiliente.

Da Selinunte parte così un messaggio forte al mondo agricolo: tutelare la biodiversità significa tutelare il lavoro degli agricoltori e la sicurezza alimentare delle comunità. Le api, ancora una volta, sono le nostre alleate più preziose.

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