Crisi idrica, necessari interventi urgenti per il lago Arancio

Crisi idrica, necessari interventi urgenti per il lago Arancio

La siccità mette in ginocchio l’agricoltura nel sud-ovest dell’isola. Copagri, Confagricoltura, UCI e CSA sollecitano un incontro con il Presidente Schifani per affrontare l’emergenza del lago Arancio.

La persistente siccità che affligge la Sicilia da oltre 18 mesi ha portato il lago Arancio, bacino artificiale fondamentale per l’irrigazione nel Sud-Ovest dell’isola, a livelli critici. Attualmente, il lago contiene solo 8,76 milioni di metri cubi d’acqua, circa il 52% rispetto ai 16,68 milioni dello stesso periodo nel 2024.

In risposta a questa emergenza, le principali organizzazioni agricole del territorio – Copagri, Confagricoltura, Unione Coltivatori Italiani (UCI) e il Comitato Spontaneo Agricoltori (CSA) – hanno inviato una richiesta formale di incontro urgente al Presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani, e ad altri rappresentanti istituzionali. La richiesta, datata 7 maggio, è stata inviata anche all’Assessore all’Agricoltura Salvatore Barbagallo, al Commissario del Consorzio di Bonifica ex 3Ag Sicilia Occidentale, al Commissario Straordinario per lo stato di crisi del settore agricolo e zootecnico di nuova nomina, Fulvio Bellomo, e al Responsabile del Dipartimento della Protezione Civile.

Cause della crisi

Il lago Arancio, situato tra i comuni di Sciacca, Menfi e Sambuca di Sicilia, è un bacino artificiale privo di affluenti significativi, alimentato principalmente da torrenti minori come il Rincione, il Grosso, il Vivaretto e il fiume Carboj. La scarsità di precipitazioni ha ridotto drasticamente l’apporto idrico da questi corsi d’acqua, compromettendo la capacità del lago di soddisfare le esigenze irrigue dell’areale sotteso dall’invaso.

Conseguenze per l’agricoltura

La riduzione della disponibilità idrica ha gravi ripercussioni sull’agricoltura locale, settore vitale per l’economia del sud-ovest siciliano. Le aziende agricole, rinomate per la produzione di ortaggi, agrumi e ulivi, rischiano perdite economiche significative, con la possibilità di chiusure e conseguente perdita di posti di lavoro.

Richieste delle organizzazioni agricole

Durante un incontro tenutosi il 6 maggio scorso, le organizzazioni agricole hanno espresso profonda preoccupazione per la situazione e hanno avanzato le seguenti richieste:

  1. Definizione chiara e tempestiva delle risorse idriche disponibili per la stagione irrigua 2025 nei territori di Sciacca e Menfi, con precisa indicazione dei volumi utilizzabili e relativa pianificazione.
  2. Implementazione di misure immediate per migliorare la raccolta delle acque nel lago Arancio, inclusa la possibilità di convogliare le acque reflue depurate nel bacino.
  3. Ripristino e potenziamento dell’impianto di sollevamento dal fiume Belice, danneggiato da atti vandalici, per aumentare l’apporto idrico al lago.
  4. Avvio di interventi di manutenzione e pulizia dei fondali del lago, approfittando del basso livello delle acque, per aumentare la capacità di raccolta.

Appello alle istituzioni

Le organizzazioni agricole sottolineano l’urgenza di un intervento coordinato da parte delle istituzioni regionali per evitare il collasso del settore agricolo nella zona. La richiesta di incontro urgente mira a stabilire un tavolo tecnico-istituzionale per affrontare con immediatezza le questioni prioritarie e pianificare interventi strutturali a lungo termine per contrastare la siccità.

La crisi del lago Arancio non è una novità. Era, infatti, già stata preannunciata dai tecnici del settore, così come la criticità di altri invasi siciliani, soprattutto della parte occidentale dell’Isola, ma rappresenta ugualmente un campanello d’allarme per l’intera regione. Senza interventi tempestivi e mirati, l’agricoltura siciliana rischia, dunque, di subire danni irreparabili, con conseguenze economiche e sociali di vasta portata.

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