Siccità e crisi agricola, Coldiretti scende in piazza a Palermo

Siccità e crisi agricola, Coldiretti scende in piazza a Palermo

Un tempo si diceva “piove, governo ladro”. Adesso, almeno in Sicilia, è invece, più attuale dire: “non piove, governo ladro”. Non per far piovere, ma per dare una scossa al governo regionale accusato di non essere riuscito ancora a fare arrivare aiuti concreti ad allevatori e agricoltori stretti dalla siccità, domani 28 maggio, Coldiretti scenderà in piazza a Palermo. I pullman arriveranno al mattino presto a Piazza Marina e da lì il corteo degli agricoltori (Coldiretti ne promette migliaia) sfilerà lungo Corso Vittorio Emanuele sino a piazza Indipendenza. Qui resterà un presidio permanente davanti a palazzo D’Orleans.

Coldiretti in Sicilia prende la via della protesta di piazza

Scendere in piazza, a un sindacato o a un’organizzazione di categoria serve, come sempre, a mostrare i muscoli. E dopo le “proteste dei trattori” dei mesi scorsi che come previsto si sono sciolti come neve al sole dopo avere ottenuto grandi favori per le multinazionali degli agrofarmaci, quella di martedì in Sicilia servirà a Coldiretti per rimarcare la propria egemonia nella rappresentanza agricola nell’Isola, come in Italia. Manifestazione che segue a poca distanza le giornate dell’orgoglio Coldiretti marcato in tutta Italia con assemblee che si sono tenute in contemporanea in tutti i capoluoghi di provincia.

Ma non solo. C’è la denuncia di una politica immobile o incapace di leggere i fenomeni, anche quelli semplici come la siccità e la mancanza d’acqua per gli allevamenti e le colture. È talmente semplice che lo capiscono anche i bambini. Ma siccome alle soluzioni bisognava pensarci quando l’acqua mandata da Giove Pluvio era ancora – non abbondante – ma sufficiente, adesso, o ci si rivolge a S.Rita (la famosa santa degli impossibili perché si ricorre alla sua intercessione nei casi che sembrano disperati) o si raschia il fondo del barile cercando tra le pieghe di una burocrazia asfissiante di fare in fretta quello che si sarebbe dovuto fare anni fa. «In sei mesi – sottolinea Francesco Ferreri presidente di Coldiretti Sicilia – sono stati costituiti tavoli permanenti, commissioni e sono stati stanziati aiuti, ma nessun allevatore o agricoltore ha ancora avuto nulla». Poi aggiunge: «L’unica azione di supporto concreta l’abbiamo fatta noi portando alle aziende un milione e mezzo di chili di fieno per sfamare gli animali. Stiamo correndo il serio rischio di perdere un patrimonio agricolo italiano unico che è anche la sola forma di reddito nella maggior parte della Sicilia».

La risposta del presidente della Regione

Alle accuse di Coldiretti ha risposto il presidente della Regione Schifani (che lo ricordiamo ha assunto ad interim la delega all’agricoltura dopo le dimissioni di Luca Sammartino). Nella lettera – diretta anche al presidente del Consiglio, ai ministri dell’Interno, degli Affari esteri e dell’Agricoltura e ai prefetti della Sicilia – e inviata nei giorni scorsi a Coldiretti in vista della manifestazione di domani, il governatore ha assicurato “fuori da ogni sterile polemica”, la “piena disponibilità all’ascolto di ogni concreta ipotesi progettuale finalizzata al superamento ovvero alla mitigazione degli effetti della crisi”.

Ma allo stesso tempo, sottolineando come una crisi di tale dimensione non abbia precedenti, ha espresso “profondo rammarico per le valutazioni espresse dalla Coldiretti nei confronti del governo regionale”, ritenendo “strumentali e scomposti gli attacchi mossi da parte di un vostro dirigente” nel corso della riunione del 3 maggio. Poi ha snocciolato tutte le iniziative messe in campo dal governo regionale, già a partire dallo scorso mese di febbraio: dalla dichiarazione di emergenza regionale a cui è seguita la richiesta dello stato di emergenza nazionale già accolta dal Consiglio dei ministri, con la conseguente ordinanza del dipartimento della Protezione civile e l’assegnazione di venti milioni di euro per i primi e più urgenti interventi.

Ha ricordato anche lo stanziamento di 10 milioni di euro destinato all’acquisto di foraggi e al trasporto di acqua per le aziende zootecniche approvato dall’Ars, con il voto a unanime di maggioranza e opposizione, su proposta del governo regionale. Nel contempo – si legge nella nota inviata alla stampa dal portavoce del governatore – è in corso una serrata interlocuzione con il ministro dell’Agricoltura per il riconoscimento all’Isola dei benefici del “Fondo di solidarietà nazionale in deroga” e nel corso del prossimo Comitato di sorveglianza del Psr, in programma a Taormina il 28 e 29 maggio, sarà formalmente avanzata alla Commissione europea il riconoscimento delle condizioni di forza maggiore e circostanze eccezionali.

Il pressing della piazza e le possibili risposte immediate

Ma Schifani sa che ai manifestanti che scenderanno in piazza domani deve dare risposte immediate. Ed ecco che a distanza di poche ore Italpress pubblica un articolo in cui si afferma che il presidente Schifani, nel corso di una riunione con i dirigenti generali dei dipartimenti Bilancio e Agricoltura, Ignazio Tozzo e Dario Cartabellotta e con il capo di gabinetto di Palazzo d’Orleans, Totò Sammartano, ha dato l’input di “Erogare il contributo agli allevatori per l’acquisto di foraggio nel più breve tempo possibile”.

E così, in attesa della pubblicazione (prevista per martedì prossimo) della norma approvata dall’Ars che ha stanziato dieci milioni di euro agli uffici della Regione sono state date indicazioni per l’utilizzo immediato delle risorse “così da mitigare gli effetti di una crisi idrica senza precedenti”. Il che significa che la Ragioneria generale provvederà a rendere disponibili le somme sull’apposito capitolo di bilancio sin all’inizio della prossima settimana.

Su come fare in fretta, però, le idee non sono ancora chiare. Tanto che, a margine della riunione del Comitato di sorveglianza del Psr in programma a Taormina per domani, si terrà una riunione con le organizzazioni di categoria per concordare criteri e modalità, che possano consentire di fare arrivare alle aziende zootecniche i fondi nella maniera più immediata possibile. Circola anche l’ipotesi che l’erogazione del contributo possa avvenire attraverso le associazioni di categoria. E per chi non è iscritto a nessuna di queste? Sempre possibile farlo in maniera diretta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *