Emergenza incendi, tempi più rapidi e nuove norme per prevenirli
La campagna antincendi? L’avvio sarà tempestivo se la legge regionale di bilancio e quella di stabilità 2024-2026 sarà approvata entro la fine del 2023. Ma non solo. «È prevista anche l’introduzione di interventi normativi a supporto di una migliore organizzazione e un rafforzamento delle misure antincendio», ha affermato il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, intervenendo all’Ars sull’emergenza incendi. Il governo regionale ha approvato una norma, che sarà inserita nel disegno di Legge di stabilità 2024-2026, con cui si impone ai Comuni e alle Province della Sicilia di destinare il tre per cento delle risorse regionali per attività di prevenzione degli incendi, diserbo e pulizia fondi, nonché di vigilanza su privati ed enti pubblici per il rispetto delle indicazioni di legge. La mancata realizzazione delle attività di prevenzione determinerà la proporzionale riduzione dei trasferimenti per l’anno successivo.
Tra le novità normative è poi prevista l’introduzione del termine del 15 marzo di ogni anno, entro il quale i dipartimenti competenti stabiliranno l’apertura e la chiusura della stagione antincendio. I sindaci, poi, dovranno adottare le ordinanze sulle misure di prevenzione contro gli incendi boschivi e d’interfaccia, per gli interventi di pulizia dei terreni privati. Se inottemperanti, i Comuni saranno commissariati, cosí come è già accaduto per quelli che non hanno redatto e aggiornato il catasto dei terreni percorsi dal fuoco.
Richiamati in servizio 1600 operai forestali dell’antincendio
Nel frattempo la Regione, dopo che la giunta regionale riunita d’urgenza ha dato il via libera alla dichiarazione dello stato di crisi e di emergenza regionale nell’Isola per dieci giorni, ha richiamato in servizio i 1.600 operai forestali dell’antincendio. Alla base della delibera della giunta regionale, la relazione del capo del Dipartimento della Protezione civile della presidenza della Regione, Salvo Cocina, che in particolare per giovedì 19, e venerdì 20, ha previsto forti venti di scirocco e temperature superiori alle medie con punte sui 35 gradi. Uno scenario capace di favorire lo svilupparsi di incendi. Una previsione confermata anche dal dipartimento nazionale della Protezione civile e dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
Sono stati così richiamati in servizio, fino al 21 ottobre, 1.597 operai del Corpo forestale, che avevano già fatto parte della campagna antincendio cessata lo scorso 15 ottobre. Se necessario, il periodo di impiego potrà essere prolungato. Sono già in prima linea per le attività di presidio, pattugliamento ed eventuale lotta attiva alle fiamme. Assieme a loro, le associazioni di volontariato, coordinate dal Dipartimento regionale della Protezione civile, a supporto sia del Corpo forestale della Regione che dei vigili del fuoco.
Nominato anche un Commissario delegato con il compito di coordinare tutte le attività necessarie a fronteggiare le eventuali emergenze e le relative procedure amministrative, così come previsto dalla legge regionale 13 del 2020. A svolgere tale funzione è stato chiamato il comandante del Corpo forestale della Regione, Giuseppe Battaglia.
Protezione Civile e Corpo Forestale, un’unica sala operativa
Un altro provvedimento adottato dalla giunta di governo regionale e finalizzato a potenziare la lotta contro gli incendi boschivi e delle aree rurali è l’unificazione la sala operativa del Dipartimento della Protezione civile e quella del Corpo Forestale. La sala operativa unica sarà in funzione 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno. Il personale impiegato nelle due strutture seguirà corsi di formazione e aggiornamento sui sistemi in uso per la gestione delle attività.
Questo, secondo il presidente della Regione Schifani, permetterà «una maggiore tempestività degli interventi grazie a un più efficace coordinamento delle forze impiegate per il contrasto ai roghi. Inoltre, questa unificazione ci consentirà di ottimizzare le risorse, anche di personale, dell’amministrazione regionale».
Dopo i necessari interventi di ristrutturazione alla neonata sala operativa unificata verranno assegnati i locali del Centro direzionale ex Asi di Brancaccio a Palermo. Per il momento, e in via temporanea, sarà utilizzata la sede di una delle due attuali strutture esistenti.
Il governo regionale ha già richiesto al Consiglio dei ministri la dichiarazione dello stato di emergenza per le migliaia di incendi boschivi, di interfaccia e urbani che hanno colpito l’Isola dal 24 al 27 luglio e che hanno prodotto gravi danni al patrimonio boschivo e all’agricoltura, con, purtroppo, anche la perdita di cinque vite umane.
Evidenza del dolo e del coinvolgimento della criminalità organizzata
«È un peccato che il presidente della Regione abbia riferito al Parlamento regionale sulla questione incendi soltanto a fine ottobre. Nonostante l’incredibile ritardo, il presidente ha ammesso quantomeno l’evidenza del dolo e del coinvolgimento della criminalità organizzata», ha affermato l’eurodeputato del gruppo europeo Greens/Efa, Ignazio Corrao.
«Perché le aree boschive siciliane – ha poi proseguito Corrao – non sono mai state disseminate di fototrappole termiche? Perché non sono mai stati attivati droni antincendi che in tempi rapidissimi possono individuare un focolaio e intercettare i possibili responsabili che si trovano in zona? Perché non c’è stato un monitoraggio a tappeto in tutta la Sicilia nelle giornate in cui si prevede lo scirocco? La scarsissima dotazione di uomini e mezzi per difendere il patrimonio boschivo siciliano, compresa la mancata proroga del servizio degli operai forestali, è stata decisiva nell’incapacità di affrontare un fenomeno così vasto. Per questo ho predisposto un’interrogazione alla Commissione Ue per chiedere un intervento a supporto di tale debolezza strutturale, che la Regione non è mai riuscita ad affrontare».
