Sementi antiche, patrimonio da tutelare: convegno a Noto
Attorno al tema “Grani antichi e altre sementi italiane, un patrimonio da tutelare e valorizzare” si riuniranno il prossimo 12 maggio a Noto presso presso il Consorzio Universitario Mediterraneo i rappresentanti di importanti istituzioni, docenti universitari, professionisti del diritto, scienziati, imprenditori e ricercatori provenienti dall’Italia e dall’Area del Mediterraneo.
Il convegno è organizzato da Avasim, l’Alleanza per la Valorizzazione delle Antiche Sementi Italiane e del Mediterraneo in collaborazione con l’Accademia dei Georgofili, la più antica e prestigiosa Accademia, che si occupa di agricoltura, ambiente e alimenti.
Il convegno è stato organizzato con l’obiettivo di studiare e formulare proposte concrete da fare confluire in una proposta di legge finalizzata a riconoscere e qualificare la natura originaria ed autoctona delle antiche sementi, proteggerle da fenomeni di “italianità” fittizia e, in quanto patrimonio della collettività, dalla possibilità di brevettazione.
Avasim, consorzio fondato dalla società Slow Flow, è da anni impegnato in azioni divulgative e attive a favore delle antiche sementi italiane, accogliendo e aggregando tutti gli attori delle filiere agroalimentari che, a diverso titolo, proteggono e diffondono gli antichi semi a partire dai grani antichi. Svolge attività di ricerca, promozione e diffusione della conoscenza, delle caratteristiche, delle proprietà e dei benefici, nonché dei metodi e dei sistemi produttivi per creare filiere sostenibili, tutte aggregate sotto il simbolo del soffione oro “M’ama.Seeds”. Avasim è anche partner del Parco dell’Anima, un’oasi di biodiversità e rigenerazione e di One Sky Academy (Osa), con cui collabora, per promuovere la costituzione di un corso di laurea in agricoltura, arte, design e altri studi per la salute del pianeta. Con il convegno di Noto Avasim-Mamaseeds lancia la sua proposta di tutela del Made in Italy dei semi, riaccendendo i riflettori sull’attuale lacuna di tutela normativa di questo settore di importanza cruciale per l’Italia.
A Noto numerose personalità istituzionali ed esperti del settore
Tra le presenze istituzionali interverranno: il presidente dell’Accademia dei Georgofili, Massimo Vicenzini; il direttore dell’Ente gestore Sito Unesco e Amministratore delegato del Consorzio Universitario Mediterraneo, Paolo Patanè; il dirigente generale del Dipartimento Agricoltura della Regione Siciliana, Dario Cartabellotta. Tra gli esponenti del mondo accademico e scientifico saranno presenti: il prof. Albino Maggio, del Dipartimento di Agraria – Università degli Studi di Napoli Federico II; Nunzio D’Agostino e Luigi Frusciante, Dipartimento di Agraria – Università degli Studi di Napoli Federico II; Dario Giambalvo, Gaetano Amato, Rosolino Ingraffia, Antonella Lo Porto e Alfonso S. Frenda, Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali, Università degli Studi di Palermo; Salvatore Luciano Cosentino, Umberto Anastasi, Giorgio Testa, Paolo Caruso, Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente, Università degli Studi di Catania. Solo per citarne alcuni.
Anche un tavolo tecnico
A supporto dell’azione di difesa delle antiche sementi italiane è stato costituito un tavolo tecnico e osservatorio permanente. Si occuperà del monitoraggio dello sviluppo del settore dei semi antichi e della relativa filiera agroalimentare e di mettere a punto proposte di legge a tutela del comparto. A Noto saranno presenti e proporranno loro contributi: Nello Blangiforti, responsabile del germoplasma della Stazione Sperimentale di Granicultura della Sicilia, Giuseppe Russo, dirigente del Consorzio di Ricerca Gian Pietro Ballatore, Alessia Montani, Presidente del Consorzio Avasim, Carlo Pintaldi Vicepresidente Avasim, Stefania De Pascale, vicepresidente Crea, Nicola Fiasconaro imprenditore, Biagio Barbagallo imprenditore, Gianluca Pannocchietti contadino custode, Giorgio Minardo imprenditore, Ettore Messina assessore alla cultura di Piazza Armerina, Iole Pavone Presidente AiddaDelegazione Sicilia, Maria Pia Piricò Gioia Presidente Confagricoltura Donna Sicilia e Licia Guccione vicepresidente Confagricoltura Donna Sicilia. Il tavolo tecnico approfondirà i seguenti tre filoni di lavoro: 1) riconoscere e qualificare la natura originaria e autoctona delle antiche sementi, distinguendo i grani “Born in Italy” nati o storicamente presenti in Italia da quelli semplicemente coltivati in Italia, per proteggerli da fenomeni di “italianità” fittizia; 2) formulare la candidatura all’Unesco, affinchè i semi made in Italy possano essere tutelati come patrimonio dell’umanità nell’accezione di beni culturali fondamentali della tradizione agroalimentare italiana, dando cosi attuazione al nuovo art. 9 della Costituzione; 3) promuovere la produzione di prodotti 100% made in Italy, dalle materie prime alla trasformazione finita, a partire dai semi.
