Aiuti di Stato si cambia: Bruxelles taglia vincoli su metà dei casi

Aiuti di Stato si cambia: Bruxelles taglia vincoli su metà dei casi
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Meno vincoli per gli aiuti di Stato destinati ai settori dell’agricoltura e della pesca. Con una importante e quasi “storica” decisione, la Commissione europea ha deciso di esentare dall’autorizzazione preventiva di Bruxelles fino al 50% dei casi degli aiuti di Stato che prima erano soggetti a notifica. Tra quelli che saranno “liberi” dall’autorizzazione, rientrano gli aiuti di Stato per prevenire i danni o indennizzare le perdite degli agricoltori a causa della fauna selvatica protetta. Identica posizione nei confronti degli aiuti proposti per i danni provocati dalle avversità atmosferiche: l’ok sarà automatico.

Per arrivare a questo risultato c’è voluto un anno e mezzo di lavoro. Lavoro che, nel caso del settore della pesca e dell’acquacoltura è durato addirittura oltre tre anni. Si è così arrivati alla revisione del Regolamento di esenzione per categoria nel settore agricolo (ABER) e del Regolamento di esenzione per categoria nel settore della pesca (FIBER), entrambi pubblicati lo scorso 14 dicembre e operativi dal 1o gennaio 2023, dove vengono indicate le categorie specifiche di aiuti di Stato compatibili con il Trattato di funzionamento della Ue.

Le semplificazioni burocratiche decise dalla Commissione Ue riguardano anche alcune iniziative previste nell’ambito della Pac e cofinanziate nel fondo di sviluppo rurale. Ci si riferisce ai progetti di sviluppo locale “dal basso” e ai progetti dei gruppi operativi del partenariato europeo per l’innovazione nel settore agricolo inferiori a 500mila euro (fino a 2 milioni di euro per le aziende). Resi possibili, poi, nuovi incentivi agli agricoltori affinché aderiscano a regimi che prescrivono norme ambientali più rigorose di quelle imposte dalla legge.

«Grazie alle nuove norme – ha commentato la Commissaria per la Concorrenza Margrethe Vestagergli Stati membri potranno fornire in modo più semplice e più rapido finanziamenti a questi settori fondamentali per l’economia dell’Ue, senza distorcere indebitamente la concorrenza nel mercato unico».

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