D-Vino, riparte negli istituti turistici e alberghieri il progetto delle Donne del Vino

D-Vino, riparte negli istituti turistici e alberghieri il progetto delle Donne del Vino
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Si chiama D-Vino il progetto inaugurato nell’anno scolastico 2021/2022 nelle regioni pilota – Sicilia, Piemonte, Emilia Romagna – che ha coinvolto almeno 500 studenti di otto istituti turistici e alberghieri. 

Il progetto, promosso e realizzato dall’Associazione Donne del Vino presieduta da Donatella Cinelli Colombini, è mirato a far comprendere il vino e il suo variegato mondo ai giovani allievi degli istituti superiori del settore turistico e alberghiero, facendo scoprire così i molteplici sbocchi lavorativi post-diploma legati al mondo enologico ovvero la possibilità di affinare gli studi successivi guardando il vino in tutte le declinazioni possibili: dal marketing applicato alla comunicazione, dall’enoturismo alla ristorazione d’élite dove il sommelier non può mancare.

Storie, dati e prospettive del Progetto D-Vino sono state presentate lo scorso 25 novembre in conferenza stampa a Palermo, nella sede di Assovini Sicilia, dalla delegazione Donne del Vino Sicilia che nell’Isola riunisce settanta socie tra giornaliste, sommelier, produttrici, enologhe ed agronome “capitanate” da Roberta Urso, responsabile per le pubbliche relazioni in Cantine Settesoli.

La sperimentazione didattica in tre regioni

Dopo i saluti istituzionali di Laurent Bernard de la Gatinais, presidente di Assovini Sicilia, il format del progetto è stato presentato, in collegamento, dalla presidente dell’Associazione, Donatella Cinelli Colombini: «Le Donne del Vino della Sicilia, con le colleghe di Emilia Romagna e Piemonte, hanno letteralmente inventato il format che verrà usato in tutta Italia e che si basa sulla testimonianza. La metodologia d’insegnamento è unica a livello nazionale e consiste nella condivisione delle esperienze personali di chi nel mondo del vino lavora da tempo e ha maturato un’esperienza che ha condiviso con gli allievi dei corsi».«Le Donne del Vino, sia in Sicilia che nelle altre due regioni dove il progetto formativo è stato testato – ha detto Cinelli Colombini – sono state pioniere di un nuovo modo di insegnare e far capire il vino ai giovani. Hanno condiviso con gli studenti degli istituti alberghieri e turistici le loro esperienze professionali di produttrici, ristoratrici, enotecarie, giornaliste, sommelier, mostrando loro come il settore enologico offra sbocchi di lavoro e riguardi un prodotto pieno di fascino perché naturale e sempre diverso».

Il progetto in Sicilia

In Sicilia, nell’anno scolastico 2021/22, il progetto “D-Vino” ha coinvolto 200 studenti in tre istituti: il “Florio” di Trapani, il “Danilo Dolci” di Partinico e il “Karol Wojtyla” di Catania.

«Il metodo didattico – ha spiegato Roberta Urso – è semplice ma rivoluzionario. La didattica innovativa, basata sulle tante testimonianze dirette da parte delle socie che costituiscono esempi concreti di professioni e attività imprenditoriali basate sul vino, ha permesso agli studenti di scoprire nuovi sbocchi lavorativi, specialmente nei settori emergenti come l’enoturismo, la comunicazione digitale, il wine management».

Da progetto sperimentale a elemento della didattica ordinaria

Per l’anno scolastico 2022/23 il progetto D-Vino è stato migliorato: le donne del vino, infatti, allo storytelling della propria attività in aula, hanno aggiunto la possibilità che gli studenti visitino le aziende. Tra le novità c’è anche il riconoscimento da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Si passa così dalla sperimentazione all’inserimento nella didattica ordinaria. Dal prossimo anno, infatti, il progetto D-Vino sarà esteso ad almeno in un istituto di settore in tutte le regioni dove è presente una delegazione dell’associazione Donne del Vino. Il ruolo di capofila rispetto al Ministero è dell’istituto “Lazzaro Spallanzani” di Modena. «Il Ministero dell’Istruzione e del Merito – ha commentato Paola Frassinetti, sottosegretario con delega alla Scuola – ha accolto molto positivamente questo progetto che punta alla formazione e all’educazione degli studenti in un settore molto strategico per made in Italy e sarà nostra cura potenziarlo e aumentare il numero di scuole di indirizzo alberghiero e turistico che saranno coinvolte».

Storytelling e visite aziendali

Presieduto dal dirigente scolastico Pina Mandina, l’Istituto “Florio” di Erice ha partecipato all’iniziativa pilota diventando il primo liceo nell’Isola dedicato alla comunicazione e alla cultura enogastronomica in partnership con il Dipartimento di semiotica dell’Università di Palermo, Kaunas e Sofia. «La partecipazione al progetto D-Vino è stata un’occasione significativa – ha commentato Pina Mandina –perché ha arricchito la formazione degli studenti anche con visite aziendali, rafforzando la collaborazione con le cantine per percorsi di alternanza scuola lavoro. A stimolare la curiosità degli studenti, sono state le giornate in cantina e il racconto di tutti gli step della produzione del vino: dalla vendemmia alla vinificazione, dall’imbottigliamento alla distribuzione fino gli abbinamenti enogastronomici.

Gli studenti entusiasti raccontano…

L’azienda Fazio Wine, guidata da Lilly Fazio, vicepresidente di Assovini Sicilia, ha fatto da apripista agli stage lavorativi collegati al progetto. E proprio con Fazio Wine ha collaborato la studentessa Sofia Pace (futura sommelier nel 2023) che non ha nascosto il proprio entusiasmo: «Il primo incontro a scuola con le Donne del Vino mi ha cambiato la vita. È stato bello vedere tante donne, ognuno con una propria professione e una professionalità diversa, lavorare insieme condividendo la passione e l’orgoglio per il proprio lavoro». «Un altro aspetto del vino che mi affascina del vino – ha concluso Sofia – è che tramite ogni bottiglia riusciamo a raccontare un territorio».

Lo storytelling ha, dunque, catturato l’interesse degli studenti. «Ma è sicuramente la degustazione uno dei momenti più attesi», ha evidenziato Maria Antonietta Pioppo, giornalista e wine master sommelier delle Donne del Vino di Sicilia, che ha guidato le degustazioni all’istituto “Florio” di Erice. Il tutto, però, tenendo sempre presente un altro importante obiettivo del progetto “D-Vino” che è favorire il consumo responsabile fra i giovani e contrastare il fenomeno del binge drinking.

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