Firriato, con il nuovo Pas Dosè la linea Gaudensius si fa in quattro

Firriato, con il nuovo Pas Dosè la linea Gaudensius si fa in quattro
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È la prima cantina che in Italia ha raggiunto l’obiettivo dell’impatto zero. Per l’azienda vitivinicola Firriato, quella della carbon neutralità, è un traguardo importante. Tanto quanto lo sviluppo del progetto degli spumanti dell’Etna che trae ispirazione da quanto a fine Ottocento aveva intuito il barone Spitaleri, ovvero che i vigneti posti sulle pendici del vulcano possedevano potenzialità interessanti per la produzione di vini fermentati in bottiglia, gli spumanti alla francese per interderci. 

Il risultato di questo ambizioso progetto ha interessato in particolare il Nerello mascalese, un vitigno della tradizione che si presenta davvero eclettico: basta adottare la giusta tecnica agronomica in funzione della destinazione finale.

I quattro spumanti della linea Gaudensius

Il progetto degli spumanti dell’Etna dell’azienda Firriato si è concretizzato nell’etichetta Gaudensius che viene proposta in diverse tipologie: Blanc de noir (l’Etna Doc Metodo Classico Brut realizzato con uve di Nerello mascalese, Blanc de blancs (da uve Carricante), Rosè, anch’esso Etna Doc da Nerello mascalese. A questi si è aggiunto da poco il Pas Dosè, lo spumante metodo classico che riposa sui lieviti per almeno 48 mesi e che dopo la sboccatura passa sei mesi in bottiglia. Particolarità: la rifermentazione in bottiglia avviene senza l’aggiunta di zuccheri.

L’ultimo nato tra gli spumanti di Firriato ottenuto da Nerello mascalese, un vino nature, in una tiratura limitata, ha esordito a Verona durante l’ultima edizione del Vinitaly ed è il coronamento di un progetto di spumantizzazione che fa di Firriato il più importante produttore di metodo classico sull’Etna. La scelta dell’azienda vitivinicola della famiglia Di Gaetano di puntare sulle bollicine e sulle produzioni di pregio che possono ottenersi sulle pendici del vulcano siciliano, non è casuale. «La domanda di vini dell’Etna è in crescita e si sta orientando su scelte sempre più identitarie e di fascia medio alta», ha spiegato Federico Lombardo di Monte Iato, Coo di Firriato.

Le quattro tipologie di Gaudensius sono state le protagoniste di una cena speciale per la stampa specializzata organizzata al ristorante Charleston di Mondello (Palermo) che ha riaperto i battenti da qualche settimana con un nuovo progetto gastronomico espressione di un giovane chef, appena ventisei anni, che ha maturato importanti esperienze parigine.

il giovane chef Gaetano Verde tra Mariella Glorioso patron del Charleston e Federico Lombardo di Monte Iato, Coo di Firmato

Gaetano Verde ha dato prova di fantasia e maestria, ma nello stesso tempo ha assicurato semplicità e ricorso a ingredienti tipici del territorio attingendo a pochi e selezionati produttori.

Dall’amous bouche al dessert è stato un susseguirsi di presentazioni eleganti e prive di orpelli, di sapori autentici e mai scontati.

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