Incendi, sulle Madonie messa in moto la macchina della solidarietà

Incendi, sulle Madonie messa in moto la macchina della solidarietà
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La stima dei danni è prematura. Ma il conto che gli incendi di questi giorni hanno presentato alle aziende agricole e zootecniche di tante parti della Sicilia e in particolare delle Madonie è altissimo. Il fronte di fuoco, partito da Gangi, che ha percorso la zona delle Madonie al confine con le province di Messina ed Enna è arrivato fino a Castel di Lucio e Nicosia, passando per Geraci Siculo e San Mauro Castelverde mandando in fumo ettari di pascoli, fienili, macchinari agricoli ed uccidendo tantissimi capi di bestiame.

La macchina della solidarietà è già in moto. C’è Coldiretti Sicilia che ha costituito un’unità di crisi e due centri di raccolta: uno a Gangi e uno in provincia di Messina dove si sta concentrando l’arrivo degli aiuti che vengono distribuiti in tutto il territorio. “Numerosi – afferma in una nota l’organizzazione agricola –  gli agricoltori che hanno subito messo a disposizione foraggio, animali, paletti e reti per le recinzioni, orzo e avena per gli allevamenti ovicaprini, e acqua con autobotti. Il tutto arriverà a breve”.

Anche Cia Sicilia Occidentale sta raccogliendo la disponibilità da parte di aziende disposte a fornire da subito fieno per le migliaia di capi che rischiano la morte. «La macchina della solidarietà tra allevatori e agricoltori è già in moto, ma non basterà certo a superare questa emergenza che mai si era presentata nella zona delle Madonie. Ci aspettano altre due settimane di caldo intenso e rischio incendi sempre più elevato. Bisogna agire immediatamente per dare sostegno alle tante aziende del comparto agroalimentare che hanno subito danni, serve liquidità per l’acquisto di foraggio. L’Isola, colpita quasi ovunque questa estate dagli incendi, difficilmente potrà venire fuori da sola da questa devastazione», dichiara Antonino Cossentino, presidente della Cia Agricoltori della Sicilia Occidentale.

L’Ente Parco delle Madonie ha promosso una raccolta fondi in aiuto alle aziende madonite drammaticamente colpita dagli incendi. Con questa finalità è stato attivato un conto corrente bancario presso l’istituto BCC di Credito Cooperativo San Giuseppe delle Madonie intestato a Ente Parco delle Madonie, codice Iban IT20C0897643510000000311658 dove è possibile effettuare versamenti specificando la causale “supporto territori madoniti incendi 2021”.

«Intere aziende di eccellenza sono state cancellate dal fuoco assieme a tanti capi di bestiame – spiega Angelo merlino, presidente dell’Ente Parco delle Madoniee l’impatto economico è aggravato dal momento di grave crisi dovuta agli effetti della pandemia. Per questo motivo è necessario farsi carico di aiutare nell’immediato tutte queste realtà produttive in difficoltà. Di concerto con l’assessore all’Ambiente, Toto Cordaro, il mio consulente Giuseppe Ferrarello (già Sindaco di Gangi) ed i Sindaci del Parco si è deciso che l’Ente Parco, come ente sovracomunale, coordini questa raccolta fondi. Nelle prossime ore forniremo maggiori dettagli circa le attività che metteremo in campo. L’importante era partire e farlo presto. L’appello che rivolgo a tutti è di essere generosi, come la popolazione madonita si è sempre dimostrata quando si tratta di dare una mano a chi è stato colpito da simili drammi. Le immagini e le notizie che ci giungono dal territorio ci lasciano sgomenti di fronte a tanta sofferenza. Ma le Madonie non si arrendono e, con il contributo di tutti, sapranno rialzarsi». I primi 5 mila euro sono stati messi a disposizione dalla stessa banca. «Un grazie particolare – dichiara Merlino – al presidente della Bcc di Credito Cooperativo San Giuseppe delle Madonie, Leonardo Gennaro ed al Direttore della filiale di Petralia Sottana Dario Di Vita per l’immediata disponibilità dimostrata».

Per gli allevatori la situazione è davvero drammatica. Le testimonianze sono toccanti e non nascondono la disperazione: «Bovini e ovini – racconta Salvino Nasello, delegato per la zona di Gangi della Cia Sicilia Occidentale – sono già alla fame, vagano alla ricerca di cibo. Tanti animali da allevamento sono stati sorpresi dal fuoco e hanno fatto una pessima fine, molti sono rimasti gravemente feriti e bisogna abbatterli. Apprezziamo il gesto di tanti nostri colleghi, ma qui abbiamo vissuto qualcosa di apocalittico. La solidarietà potrà bastare per qualche giorno. Considerata la siccità della nostra isola, i nuovi pascoli saranno pronti la prossima primavera. E noi cosa faremo fino ad allora? Gli animali hanno bisogno di cibo per sopravvivere, non possono aspettare». 

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