Vendemmia 2021, la Sicilia vede rosa: rese in aumento e buona qualità

Vendemmia 2021, la Sicilia vede rosa: rese in aumento e buona qualità
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La vendemmia in Sicilia è appena iniziata. E secondo Uva Sapiens, la società di consulenza vitivinicola a cui fa riferimento Assovini Sicilia, “si prospetta veramente una grande annata per le uve bianche, e se il clima non fa brutti scherzi sarà una grandissima annata per i rossi”. Tutto in linea, dunque con il sentimento di rinascita che pervade il comparto e con la voglia di ritornare ad eccellere. Finora – afferma Uva Sapiens – è stata l’annata ideale: abbiamo avuto un inverno lungo, freddo e abbastanza piovoso, che ha permesso alle viti un ottimo riposo. Le miti temperature e le poche piogge primaverili, hanno rinfrescato i suoli, hanno permesso un buon accumulo idrico per le piante e non hanno causato problemi di malattie. L’estate fino ad ora è stata calda, ma con venti di Nord che mantengono le temperature sotto la media degli ultimi 30 anni, conferma che il clima mediterraneo è naturalmente in equilibrio e non teme il climate change.

Sulla stessa lunghezza d’onda Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia le cui previsioni per l’annata 2021 sono più che positive. Nelle previsioni del Consorzio, la vendemmia 2021 si preannuncia più generosa rispetto al 2020, con una raccolta superiore del 10-15%. 

Lasciato alle spalle un 2020 complicato, il Consorzio guarda con ottimismo alla nuova raccolta, forte anche del positivo andamento dei primi sei mesi dell’anno che hanno evidenziato un incremento sostanziale dell’imbottigliamento, pari all’8%, per un totale di oltre 50 milioni di bottiglie prodotte. A questo, si aggiungono i positivi dati dell’export, con i bianchi siciliani che, nel primo quadrimestre dell’anno, hanno registrato addirittura un +45% di esportazioni rispetto al 2020, mentre i rossi si sono attestati sul +10%. 

In attesa di confermare le ottimistiche previsioni sulla vendemmia che è appena iniziata, sono stati resi noti i dati dell’annata 2020 elaborati da Uva sapiens sulla sulla base dei dati degli associati Assovini Sicilia che confermano una produzione di 4,46 milioni di ettolitri, in media con gli ultimi 5 anni ma con un -11,3% rispetto alla media degli ultimi 10 anni.

La vendemmia del 2020

Grillo e Catarratto, sono le varietà che nel 2020 hanno registrato performance produttive e qualitative migliori, con una produzione media di 110 quintali per ettaro, seguiti da Nero d’Avola e Nerello mascalese (70 gli/ha), Chardonnay e Merlot (50 gli/ha).

Secondo il report della società di consulenza, la viticoltura siciliana risulta avere una media produttiva tra le più basse di Italia, seconda soltanto alla Toscana e il Piemonte, che si attesta intorno i 65 quintali per ettaro, con rese per varietà diverse tra loro, influenzate da variabili come il sistema di allevamento, irrigazione, microclima, suoli.

Uno dei motivi del calo quantitativo negli ultimi dieci anni, è la riconversione, nell’agricoltura siciliana,degli ettari vitati in altre colture, insieme ad una gestione viticola sempre più rivolta a massimizzare la qualità.

Dalla Sicilia orientale a quella occidentale, passando per il centro-Sud dell’Isola, l’ideale andamento climatico (primavera mite e inizio estate con precipitazioni nella media) e l’equilibrato processo vegeto-produttivo, si sono rivelate condizioni perfette durante la vendemmia 2020, consentendo alle aziende di sfruttare al massimo la maturazione fenolica.

«La vendemmia 2020 è stata qualitativamente molto importante, come si può riscontrare dall’eleganza, freschezza e struttura dei vini prodotti dai nostri associati in tutte le aree dell’ Isola», commenta il presidente di Assovini Sicilia, Laurent Bernard de la Gatinais. 

L’annata 2020, inoltre, è un’ulteriore conferma del cambiamento di stile dei bianchi siciliani, Grillo, Catarratto e Carricante, che negli ultimi anni si sono rivelati più freschi, aciduli, con ph più bassi.

Secondo Uva Sapiens, “questo cambiamento stilistico dei vini bianchi, voluto dai produttori siciliani, caratterizzato da uno stile moderno e un’impronta sicula, ha permesso ai vini a bacca bianca dell’Isola di essere sempre più apprezzati nel mercato, oltre che ad abbinamenti più versatili, dall’aperitivo al pesce”.

La Sicilia e la sua naturale vocazione alla sostenibilità

Una delle parole chiave che guida lo spirito e le strategie dei produttori siciliani è la sostenibilità. 

Lo dimostra anche dal numero crescente di cantine che aderiscono a protocolli volontari o a certificazioni legate alla sostenibilità, da SOStain alle altre certificazioni italiane ed europee.

«Ad oggi, sono 20 le cantine che seguono il disciplinare SOStain e oltre 50 quelle in fase di analisi»- ricorda Alberto Tasca, presidente di SOStain Sicilia, la fondazione costituita da Assovini Sicilia che ha sviluppato un disciplinare di sostenibilità tarato sulle peculiarità dell’Isola.

«Il nostro sogno – conclude Tasca – è giungere a un intero sistema Sicilia sostenibile riconosciuto in Italia e all’estero; questo farebbe la differenza e ci porterebbe sempre più in alto nell’olimpo dei territori vitivinicoli del mondo».

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