“Sicilia scippata dei Fondi Feasr”: ex grillini chiedono la testa di Patuanelli

“Sicilia scippata dei Fondi Feasr”: ex grillini chiedono la testa di Patuanelli

Arroganza istituzionale. Così i deputati regionali Angela Foti, Elena Pagana, Valentina Palmeri, Matteo Mangiacavallo e Sergio Tancredi di Attiva Sicilia ed ex M5S, hanno definito l’ultima proposta del ministro Stefano Patuanelli sulla ripartizione dei fondi Feasr dello sviluppo rurale per il biennio 2021-2022. E per questo motivo hanno chiesto formalmente le dimissioni del ministro.

«Pensavamo che il ministro Patuanelli potesse tornare indietro nella sua intenzione di ridisegnare i criteri di assegnazione alle regioni dei fondi nazionali sull’agricoltura – dicono i cinque depuati regionali – invece insiste nel suo scriteriato progetto di sottrazione di risorse al Sud e alla Sicilia in particolare, sia per l’anno in corso che per il prossimo anno. Ciò in attesa della definizione di un nuovo piano di programmazione che, viste le premesse, sarà ancora di più penalizzante. In più confonde i meno esperti della materia, annunciando fondi per compensare il maltolto».

La dichiarazione al vetriolo degli ex M5S siciliani fa riferimento all’ultima soluzione “politica” che il ministro Patuanelli ha prospettato nel corso di un recente question-time a Montecitorio e che nelle sue intenzioni servirebbe a far superare l’impasse sulla ripartizione dei fondi Feasr destinati allo sviluppo rurale. Com’è noto, l’ultima proposta del ministro prevedeva l’adozione di un mix di criteri storici e nuovi: per l’esattezza 90% storici e 10% nuovi per il 2021, 70% storici e 30% nuovi per il 2022. Adesso, alla vecchia proposta che era stata subito bocciata in Conferenza Stato-Regioni dallo schieramento delle regioni del Sud, Patuanelli ha aggiunto la novità di un fondo ad hoc di risorse nazionali che dovrebbe servire a compensare le minori assegnazioni.

La nuova soluzione permetterebbe, secondo il ministro, di accontentare sia le regioni del Nord e Centro che vedrebbero, così, accolta la loro richiesta di revisione dei criteri di riparto, sia quelle del Sud, resistenti alle modifiche, che potrebbero comunque ancora contare sulle medesime risorse economiche previste con l’adozione dei criteri storici (almeno secondo i conti elaborati dal ministero).

La soluzione prospettata dal ministro non è piaciuta a molti. Primo fra tutti l’assessore regionale all’agricoltura della Sicilia Toni Scilla che a caldo ha tuonato: «Stiamo assistendo a un vero e proprio scippo. Il fondo da 92 milioni di euro a cui ha pensato il ministro non è chiaro con quali risorse verrebbe costituito e comunque non sarebbe sufficiente a compensare le perdite che subiranno le regioni penalizzate dalla scellerata scelta di adottare nuovi criteri di ripartizione». E ha continuato: «Piuttosto che pensare a fantasiose soluzioni con le quali da una parte si prende e dall’altra si dà, sarebbe stato meglio lasciare tutto com’era. Del resto anche la Commissione Ue aveva supportato la posizione delle sei regioni che caldeggiavano l’adozione dei criteri storici».

Sulla stessa linea i deputati di Attiva Sicilia: «Lo ripetiamo ancora più convintamente: il ministro Patuanelli rispetti il regolamento europeo, lasci intatta la Pac e se ha risorse aggiuntive le ripartisca equamente. Di fronte a tanta arroganza istituzionale non c’è altro da chiedere se non le dimissioni di un ministro che ancora una volta, nel silenzio generale, scippa risorse al Sud a favore del Nord». Poi vanno giù duro anche nei confronti dei partiti: «Non ci sono alibi per nessuno, la Sicilia è stata tradita dalla politica siciliana: dalla Lega ai Cinquestelle passando per il partito democratico, nessuno ha alzato un dito. E di questo dovranno rispondere davanti alle migliaia di lavoratori siciliani che vedono sparire dalla loro disponibilità risorse oggi indispensabili. Per noi non c’è altra strada, Patuanelli deve tornare indietro o lasciare il ministero».

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