Ripartizione fondi Feasr, Patuanelli ai senatori 5S: “Potrei dimettermi”

Ripartizione fondi Feasr, Patuanelli ai senatori 5S: “Potrei dimettermi”

I criteri di ripartizione dei fondi Feasr destinati allo sviluppo rurale nel biennio di transizione, mettono addirittura a rischio la tenuta del governo nazionale. La questione divide adesso anche i compagni di schieramento del ministro Stefano Patuanelli che – riferisce l’Adnkronos – avrebbe perfino minacciato le dimissioni dopo aver preso atto della posizione di alcuni senatori M5S durante la video-call di ieri sera dedicata appunto alla vexata quaestio dei fondi dello sviluppo rurale. 

La vicenda, in un primo tempo affrontata solo dal punto di vista tecnico, è sfociata in una polemica politica che ha messo le regioni più deboli del Paese (Sicilia, Puglia, Calabria, Campania, Basilicata e Umbria) finora destinatarie della maggior quota di risorse finalizzate a bilanciare il deficit di sviluppo, contro il resto del Paese, che già gode di un trattamento di particolare favore nell’ambito degli aiuti diretti previsti dal primo pilastro della Pac.

La strada sembra già segnata. Dopo che in Conferenza Stato-Regioni non è stato possibile trovare un accordo, sarà il Consiglio dei ministri a decidere. E come di consueto lo farà su una proposta formulata dal ministro delle politiche agricole. 

Patuanelli a tal proposito si è già più volte sbilanciato. Ne ha parlato anche nel corso dell’audizione davanti alle Commissioni Attività produttive e Politiche europee dell’Ars che si è svolta, in seduta congiunta, nei giorni scorsi in videoconferenza. Secondo quanto affermato dal ministro, ai colleghi di governo Patuanelli proporrà l’approvazione dei criteri esposti durante l’ultimo tentativo di mediazione in Conferenza Stato-Regioni, dove lo schieramento che sostiene il mantenimento dei criteri storici fino alla 2022, per l’ennesima volta ha detto no a possibili modifiche. La proposta Patuanelli, ricordiamo a beneficio di chi non ha seguito la polemica, prevede uno schema di gradualità: per il 2021 la ripartizione avverrebbe per il 90% secondo i criteri storici e per il 10% secondo i nuovi criteri basati su un mix di parametri in cui è inserita perfino la Plv. Per il 2022 le proporzioni cambierebbero spostandosi sul 70% e 30%.

Dal racconto dei parlamentari che hanno partecipato alla video-call, diversi parlamentari delle regioni del Sud avrebbero esposto forti perplessità sulla modifica dei criteri di ripartizione dei fondi. Avrebbero anche lamentato una scarsa attenzione nei confronti del Meridione, che – hanno ricordato con una certa malizia al ministro – è stato un enorme bacino di voti per il movimento pentastellato. I parlamentari grillini, insomma, temono la reazione degli elettori del Sud che potrebbero legarsela al dito e far mancare il loro consenso alla prossima tornata elettorale.

Basterà questo a fare cambiare idea a Patuanelli? È tutto da vedere. Per il momento il ministro non ha trovato di meglio che sventolare la minaccia di possibili dimissioni. Con il rischio, però, che il premier Draghi le accetti senza battere ciglio.

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