Consorzi di bonifica, allarme Cia Sicilia: “La Regione sospenda i ruoli”

Consorzi di bonifica, allarme Cia Sicilia: “La Regione sospenda i ruoli”
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

In Sicilia campagna irrigua in salita. Come sempre del resto. Quest’anno ai problemi di sempre dovuti alle mancate manutenzioni sulle condotte e sui canali, si aggiunge anche la riduzione dei volumi idrici accumulati in alcuni invasi dell’isola.

A dare l’allarme la Cia Sicilia che con una nota inviata al Governo Regionale e ai gruppi parlamentari dell’Ars accende ancora una volta i riflettori sullo stato di salute della bonifica in Sicilia proponendo di creare con urgenza per ciascun bacino idrografico, “un gruppo di lavoro emergenziale che definisca le criticità esistenti e gli interventi prioritari” necessari per limitare i rischi di una difficile stagione irrigua. A questo si aggiunge (ma non è secondario) la richiesta di sospendere di tutti i ruoli consortili per sei mesi. Il tempo di fare chiarezza sulla situazione debitoria dei Consorzi e approvare finalmente la legge di riforma. 

«Da tempo rivendichiamo un’operazione verità sull’entità del debito e sulla verifica dei creditori. È arrivato il momento di chiudere questa pagina pietosa e di sostenere con l’intervento del Governo Regionale la ripartenza dei consorzi perchè possano realizzare i nuovi compiti della bonifica», dichiara Rosa Giovanna Castagna Presidente Regionale Cia.

«Oggi – continua Castagna – va affrontato con urgenza il problema dei ruoli consortili. Sono diventati insostenibili per via del pesantissimo pregresso accumulato e, vista la difficile situazione economica e sociale causata dalla pandemia, è difficile pensare che potranno essere pagati». 

La radice del problema pare sia da individuare nell’articolo 47 della legge n.9 del 2015, con cui venne sancito da parte della Regione il disimpegno finanziario nella gestione dei consorzi di bonifica. «La conseguenza – osserva Giosuè Catania, responsabile regionale per la Cia del settore bonifica – è stata che negli anni i Consorzi di bonifica hanno proceduto ad aumentare i ruoli in modo smisurato. A questo, gli agricoltori hanno reagito col mancato pagamento». 

Più alti sono i canoni, dunque, meno gli agricoltori sono disponibili o nella possibilità di onorare il debito. E meno gente paga, più alto diventa l’indebitamento delle strutture che finiscono col gravare su un numero sempre più limitato di utenti. Il sentire comune è che pagare si deve, ma solo se la richiesta è commisurata al servizio ricevuto. «Per questo – continua Catania – chiediamo il ricalcolo delle tariffe eliminando gli aumenti imposti negli ultimi anni e una gestione delle spese più razionale, più selettiva e più rigorosa». 

Che l’indebitamento dei Consorzi di bonifica sia una zavorra da cui liberarsi per procedere alla riforma e alla riconsegna degli enti alla gestione ordinaria degli imprenditori agricoli, è chiaro a tutti. Tant’è che nella versione iniziale del disegno di legge di riforma dei Consorzi di Bonifica proposta all’esame delle commissioni di merito, era previsto che la Regione si facesse carico, con una procedura graduale nel tempo (mutuo, Cassa depositi e prestiti) di sanare tutti i debiti pregressi peraltro appesantiti anche da un numero cospicuo di contenziosi con agricoltori, personale e ditte assegnatarie di opere. 

Risolvere il problema del debito per Cia Sicilia è preliminare rispetto a quanto previsto con la legge di riforma. Se non si affronta il problema del debito accumulato e la cui responsabilità non è certamente degli agricoltori, si legge nella nota diramata dall’organizzazione professionale agricola, diventa sempre più difficile il percorso della democratizzazione: solo enti liberi da debiti pregressi e da incrostazioni burocratiche e amministrative possono rappresentare la base iniziale per un governo democratico degli agricoltori. 

«Dopo 26 anni di gestione commissariale – conclude Rosa Giovanna  Castagna la Regione deve esprimere un percorso di chiarezza ed interventi risolutivi perché un’agricoltura di qualità deve essere sostenuta e accompagnata da enti efficienti».

© Copyright 2021 – Tutti i diritti riservati Sicilia Verde Magazine

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.