Educational agricoli, dal Psr Sicilia sostegno allo scambio di conoscenze

Educational agricoli, dal Psr Sicilia sostegno allo scambio di conoscenze
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Ci saranno presto educational tour e visite aziendali per gli operatori agricoli siciliani che hanno voglia di potenziare le proprie capacità e le proprie competenze attraverso l’interazione con altre imprese.

Covid permettendo, titolari d’impresa o dipendenti (non più di uno per ciascuna azienda agricola), partecipando alle attività messe in campo grazie alla sottomisura 1.3 del Psr Sicilia, potranno instaurare nuove relazioni, confrontarsi con diverse soluzioni gestionali, organizzative e produttive, o sviluppare nuove competenze sociali grazie al confronto con colleghi agricoltori sia italiani che esteri.

Da programmare con la sottomisura 1.3 del Psr Sicilia ci sono due tipi di attività. La prima riguarda gli scambi interaziendali nei settori agricolo e forestale dei paesi dell’Ue con lo scopo di favorire lo scambio di conoscenze e di buone pratiche e l’apprendimento personale e pratico da altri operatori economici del settore agricolo e forestale; la seconda consiste in visite brevi in azienda per approfondire un tema specifico con un approccio di insegnamento-apprendimento tra operatori economici del settore agricolo e forestale.

Per finanziare i progetti che saranno coperti al 100% sono disponibili 400 mila euro. L’importo minimo per ciascun progetto è di 10 mila euro, quello massimo è di 35 mila.

Il bando per assegnare il sostegno a quelli che più semplicemente potremmo definire viaggi d’istruzione per operatori agricoli e forestali è stato pubblicato sul sito del Psr Sicilia già prima di Natale. Ma, considerata l’incertezza legata alla pandemia, l’Autorità di Gestione ha preferito non indicare ancora la finestra temporale in cui potranno essere presentate le domande. Questa notizia sarà comunicata con un avviso che sarà pubblicato successivamente sul sito del Psr. 

Destinari dei finanziamenti sono i prestatori dei servizi di informazione e trasferimento di conoscenze, pubblici o privati. I beneficiari sono, invece, gli addetti del settore agricolo, alimentare e forestale e le pmi nelle zone rurali attive in settori extra-agricoli (diversificazione, trasformazione di prodotti agricoli).

Ai viaggi d’istruzione devono partecipare almeno 5 operatori da impegnare ogni giorno per almeno 4,5 ore e fino a un massimo di 6,5 ore giornaliere per una durata massima di 10 giorni. L’educational può riguardare una o più realtà imprenditoriali localizzate sul territorio dell’Unione Europea che abbiano sviluppato particolari buone pratiche in relazione ai fabbisogni individuati delle stesse imprese destinatarie.

Meno impegnative le visite brevi in azienda per approfondire un tema specifico con un approccio di insegnamento-apprendimento tra operatori economici del settore agricolo e forestale. Le visite brevi, da realizzare in ambito regionale e nazionale, possono durare al massimo 3 giorni con impegno giornaliero minimo di 4,5 ore e massimo di 6,5 ore. Anche in questo caso i partecipanti devono essere almeno cinque.

La differenza tra le visite e gli scambi – viene spiegato nel bando – non è solo nella durata. Gli scambi, infatti, consentiranno ai partecipanti di stare per un breve periodo in un’altra azienda all’interno della Ue per apprendere buone pratiche e nuove tecniche (ad es. su metodi e tecnologie produttive, diversificazione aziendale, partecipazione e costruzione di filiere, sviluppo di nuove opportunità lavorative e nuove tecnologie). Le visite brevi in azienda, invece, sono finalizzate all’acquisizione di conoscenze rispetto a problematiche specifiche che riguardano le stesse tematiche previste per gli scambi aziendali (ad esempio utilizzo di una macchina, o di un’attrezzatura, o di una tecnologia Ict).

I progetti di educational o visite aziendali dovranno riguardare quattro particolari focus: pratiche e/o tecnologie agricole e silvicole sostenibili; diversificazione agricola, partecipazione alle filiere corte, sviluppo di nuove tecnologie e di nuove opportunità commerciali; miglioramento della resilienza delle foreste; buone pratiche adottate per fronteggiare l’emergenza Covid.

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