Proroga per dichiarazioni di vendemmia e Ocm Vino investimenti

Proroga per dichiarazioni di vendemmia e Ocm Vino investimenti
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Arriva la proroga del termine della trasmissione delle dichiarazioni di vendemmia che slitta dal 15 al 30 novembre. La particolare situazione venutasi a creare a seguito della pandemia da Covid 19 – si legge nel decreto ministeriale firmato oggi – ha, di fatto, rallentato e, in alcuni casi, impedito il rispetto degli adempimenti posti a carico dei produttori vinicoli, e ha rallentato anche l’attività delle strutture a supporto degli stessi. 

Ma attenzione, la proroga non potrà riguardare i produttori che hanno presentato domanda di aiuto per la vendemmia verde nazionale. Il rispetto del termine del 15 novembre è, in questo caso, necessario e propedeutico per la corretta implementazione informatica della misura e, in particolare, per il prescritto svolgimento dei controlli.

Prorogato anche il termine per l’Ocm Vino investimenti

In campo vitivinicolo c’è poi un’altro slittamento di termini che è stato accordato dopo che, nei giorni scorsi, Lombardia e Sicilia ne avevano fatto richiesta al Mipaaf. Riguarda la scadenza per la presentazione delle domande Ocm Vino relative agli investimenti. Inizialmente fissata al 15 novembre, anche questa è stata prorogata al 30 novembre.

Ridotto il contributo minimo per Ocm Vino promozione

Infine una novità sulla misura promozione dell’Ocm Vino per la quale i progetti devono essere presentati entro il 23 novembre. Per favorire il più possibile l’accesso alla misura di sostegno alla promozione dei prodotti vitivinicoli sui Paesi terzi prevista dall’Ocm Vino, in Conferenza Stato-Regioni è stato deciso di abbassare il livello di contribuito minimo ammissibile per paese.

In particolare, per i progetti a valere sui fondi quota nazionale, il contributo minimo ammissibile passa da 250mila a 120mila euro per Paese terzo o mercato del Paese terzo in caso di progetti riguardanti più di un Paese. Nel caso di progetti destinati a un solo Paese terzo il contributo minimo passa invece da 500mila a 240mila euro

Rimane la possibilità per le Regioni di fissare, nei propri avvisi, un contributo minimo ammissibile diverso da quello fissato per i progetti a valere sui fondi quota nazionale. La misura dedicata alla promozione del vino nei mercati esteri può contare su uno stanziamento di poco meno di 102 milioni di euro l’anno, a copertura di un importo che può arrivare fino al 60% del valore complessivo delle spese sostenute.

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