Crowdfunding per la prima “Food forest” siciliana che sorgerà a Partinico

Crowdfunding per la prima “Food forest” siciliana che sorgerà a Partinico
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Si chiama “Food forest“, ovvero foresta commestibile ed è il progetto di un sistema agroforestale ecosostenibile che vede coinvolte due cooperative siciliane e un’associazione svizzera. Verrà realizzata a Partinico su un fondo agricolo confiscato alla mafia che si trova a Fondo Parrini.

Per finanziare il progetto è in corso una raccolta fondi che si concluderà il 20 novembre. Servono 60 mila franchi svizzeri che corrispondono a circa 58 mila euro e mentre scriviamo 283 contributori hanno contribuito per due terzi della somma. Per raccogliere gli altri 20 mila franchi ci sono disponibili ancora 10 giorni. «Il progetto è molto complesso e non potrà essere avviato con una somma inferiore – spiega Ninni Conti della coop NoEpertanto se non si riuscisse a raccogliere i 60 mila franchi necessari, l’idea verrà accantonata e i fondi raccolti verranno restituiti ai singoli contributori».

Il progetto, che ha come “mentore scientifico” il brasiliano Rafael da Silveira Bueno, studioso di ecologia dell’Università di Palermo, si fonda sulla sinergia tra la cooperativa Valdibella di Camporeale, la cooperativa sociale NoE (No Emarginazione) e la Crowd Container.

La cooperativa Valdibella presieduta da Massimiliano Solano porta avanti dal 1998 un progetto di agricoltura biologica ed etica condiviso dai singoli agricoltori aderenti e tende a valorizzare e trasformare il prodotto dei soci eliminando le intermediazioni commerciali. La cooperativa sociale NoE (No Emarginazione) ha sede a Partinico in Fondo Parrini e gestisce un terreno confiscato alla mafia di poco più di cinque ettari. La Crowd Container è un’associazione svizzera che ha messo in rete consumatori e produttori che praticano un’agricoltura etica e sostenibile e che già da diversi anni collabora con la Valdibella.

La Food forest di Fondo Parrini sarà la prima della Sicilia e verrà realizzata seguendo i seguendo dettami della agroecologia. Spazio, quindi, alle pratiche di permacultura, alla circolarità della risorse aziendali con una zona dedicata al compostaggio, all’ottimizzazione dell’uso delle risorse idriche mediante la realizzazione di un biolago per la gestione delle acque reflue fitodepurate.

Per quanto riguarda le coltivazioni si prevede la gestione della vegetazione esistente, in particolare dei rovi, e la piantumazione di 1500 piante. Tra le specie prese in considerazione sia quelle tropicali – avocado, annona e passiflora – che le varietà antiche di fruttiferi fornite dalla coop Petraviva di Petralia Soprana che sulle Madonie ha realizzato un campo di conservazione varietale. E poi frassini da manna, noci, agrumi, moringa (l’unico vegetale che contiene tutta la gamma degli aminoacidi – compresi quelli essenziali – richiesta per il fabbisogno proteico umano), ortive e piante aromatiche come rosmarino, salvia, origano, timo

Sono anche previste lunghe linee di siepi con la duplice funzione di frangivento e protezione incendi e un giardino mediterraneo con specie tipiche quali querce, corbezzoli, rosa canina, mirto, ginestra e biancospino per aumentare la biodiversità, produrre frutti da destinare alla trasformazione, e fornire risorse alimentari alle api.

Le produzioni dei frutti che darà la foresta commestibile sono già state programmate con i partners e saranno poi distribuite in parte in Svizzera tramite l’associazione Crowd Container e la coop Valdibella e in parte per il mercato locale, garantendo al consumatore finale la massima trasparenza.

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