Consiglio di Stato: Grillo e Nero d’Avola in etichetta solo se Doc Sicilia

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Nella guerra a suon di carte bollate e avvocati tra il Consorzio di tutela dei vini a Doc Sicilia e l’Illva di Saronno a cui appartiene la casa vinicola Duca di Salaparuta, l’ultima sentenza, quella del Consiglio di Stato, scrive la parola fine dando ragione al primo dei contendenti. 

Il pronunciamento della Sezione Terza è avvenuto ieri, 2 novembre, dopo che l’udienza davanti al Consiglio di Stato, che doveva svolgersi lo scorso 28 maggio, era stata rinviata sine die causa pandemia.

Il Consiglio di Stato ha ritenuto legittime le modifiche al disciplinare della Igp Terre Siciliane che vietano l’uso in etichetta dei nomi delle uve Nero d’Avola e Grillo nell’Igt Terre Siciliane, consentendole in via esclusiva solo con la denominazione di origine controllata della Doc Sicilia.

Il giudizio, si legge in una nota diramata dal Consorzio, conferma la legittimità della scelta operata nel 2017 in quanto consentita dalla norma interna più restrittiva di cui all’art. 31, comma 13, L. 238/2016. Secondo il Consiglio di Stato, quindi, è pienamente legittima la modifica richiesta al disciplinare di produzione dei vini Igp “Terre Siciliane” contestata dalla Illva che ha riguardato il divieto di utilizzare in etichetta i soli nomi dei vitigni, Grillo, Calabrese e sinonimi (Nero d’Avola).

La querelle, com’è noto, andava avanti già da parecchio. Una pronuncia del Tar del Lazio del novembre dello scorso anno, aveva infatti dato ragione alla società Illva, permettendole di infrangere il divieto che vietava l’uso del richiamo ai due noti vitigni siciliani. Ma Consorzio Doc Sicilia, l’Associazione vitivinicoltori Igp Terre Siciliane, Regione Siciliana e Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali che si erano appellate contro il pronunciamento del Tar del Lazio, hanno avuto dalla loro il Consiglio di Stato che prima – a febbraio 2020 – ha concesso la sospensiva in attesa del pronunciamento in appello, poi – con la sentenza di ieri – ha dato ragione al compatto schieramento del mondo del vino e delle istituzioni. 

Il Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia a questo punto potrebbe esultare per la decisione. Invece mantiene il profilo basso e nella nota diramata oggi comunica di “prendere atto della sentenza del Consiglio di Stato che riforma la precedente pronuncia del Tar Lazio del 6/11/2019 a seguito di un ricorso presentato nel 2017”. Allo stesso tempo, ribadisce il proprio impegno per la valorizzazione dei vini ottenuti da Nero d’Avola e Grillo.

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