Psr Sicilia, “Ultima chiamata” per scongiurare il disimpegno automatico
Scongiurare il disimpegno delle somme del Psr. È questo l’obiettivo dell’“ultima chiamata” fatta da Dario Cartabellotta, Dirigente generale del Dipartimento Agricoltura. Con la circolare che ha intitolato proprio “Ultima chiamata”, lo scorso 12 ottobre ha inviato a far presto a tutti gli attori coinvolti nell’attuazione del Psr Sicilia 2014-2020: dal personale del Dipartimento Agricoltura a quello del Dipartimento Sviluppo Rurale, all’Assistenza Tecnica del Psr, a tutti i beneficiari, agli Ordini Professionali, ai Centri di Assistenza Agricoli, alla Governance in Agricoltura e perfino all’Anci Sicilia.
«Il 31 dicembre 2020 si conclude il periodo di programmazione del Psr 2014-20 – ricorda Dario Cartabellotta – e, per evitare il disimpegno automatico delle somme relative al 2020 secondo la regola dell’n+3, entro il prossimo 31 dicembre dovranno essere spesi circa 149 milioni di euro che equivalgono ad oltre 90,5 milioni di euro di quota Feasr».

Non è un buon momento quello che stiamo vivendo: non ci sono certezze legislative e giuridiche in tema di politica agricola comune 2021-27 e bisogna anche fare i conti con la difficile fase di congiuntura economica dovuta alla pandemia Covid-19. E sarebbe grave consentire il disimpegno automatico perchè non si riesce a utilizzare i fondi che sono già disponibili. Per questo Cartabellotta ha indicato il 31 dicembre 2020 come termine ultimo e improrogabile per l’emissione dei decreti di concessione ai beneficiari posti in posizione utile nelle graduatorie definitive approvate fino all’ammontare della dotazione finanziaria prevista o rimodulata. Medesimo termine temporale è stato posto per la presentazione delle domande di pagamento (anticipo/sal/saldo) di tutte le misure strutturali.
Al 31 dicembre 2020, inoltre, decadranno automaticamente da ogni diritto e beneficio e senza ulteriore comunicazione, i beneficiari che, benché collocati utilmente nelle graduatorie e chiamati a farlo, non abbiano prodotto la documentazione necessaria in istruttoria per l’emissione del decreto di concessione. Sono esclusi i casi di procedimenti con tempistica ancora in corso e/o dimostrazione di impossibilità oggettiva di adempiere da parte dei beneficiari stessi.
Niente sconti neanche a chi, tra i beneficiari – compresi i giovani – se la prende comoda nella realizzazione delle opere previste in progetto. Agli Ispettorati provinciali, il Dirigente generale, infatti, è stata data istruzione di “procedere alla revoca dei decreti di concessione nei confronti dei beneficiari che dopo 6 mesi dal decreto (9 mesi nel caso della Sottomisura 6.1 – Giovani agricoltori), non hanno richiesto anticipo, né presentato domanda per stadio avanzamento lavori, né realizzato comportamenti concludenti che manifestano la chiara e inequivocabile intenzione di procedere con l’investimento”. L’obiettivo è potere scorrere le graduatorie ed evitare che le risorse rimangano immobilizzate all’interno di decreti e progetti che i beneficiari non realizzeranno. Cosa che in sostanza si traduce nella pessima utilizzazione delle risorse comunitarie.
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