Consorzi di bonifica, in Sicilia poco personale per la tutela del territorio

Consorzi di bonifica, in Sicilia poco personale per la tutela del territorio
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La lotta al dissesto idrogeologico passa per la giusta attenzione per il territorio. E mai come in questi giorni, dopo gli ultimi nubifragi che hanno fatto vittime ed incalcolabili danni in Piemonte, l’asticella dell’attenzione dovrebbe essere alzata. Pure la Sicilia ha pagato in termini di vite umane e di distruzione per eventi naturali eccezionali il cui effetto si sarebbe potuto mitigare con la tutela idrogeologica. Per realizzarla, però, non bastano interventi spot e messe in sicurezza straordinarie, se poi non vengono seguite dalla manutenzione ordinaria, quella che si realizza giorno per giorno, lì dove è necessaria. 

Ma a sentire i sindacati c’è un problema di personale. «I Consorzi di bonifica possono svolgere un ruolo fondamentale nella tutela del territorio e nella lotta al dissesto idrogeologico, ma in Sicilia i buchi di organico sono in realtà voragini: il personale assunto è meno della metà del necessario. Il turn-over del personale, la stabilizzazione di almeno 400 lavoratori stagionali che impegna il governo regionale e l’assessore all’Agricoltura Edy Bandiera, possono costituire un rimedio. Attendiamo dall’Ars risposte immediate e concrete», ha dichiarato il segretario generale di Filbi-Uila, Gabriele De Gasperis, ieri a Catania con i segretari di Uila e Filbi Sicilia Nino Marino ed Enzo Savarino per l’esecutivo regionale dell’organizzazione Uila-Uil che ha riunito le lavoratrici e i lavoratori della bonifica. 

De Gasperis ha poi aggiunto: «Il percorso di turn-over con il passaggio a tempo indeterminato per quasi la metà degli attuali centocinquantunisti, centounisti e settantottisti è indispensabile per garantire ai cittadini un servizio più efficace in un settore di rilievo strategico. Rimaniamo in attesa della legge regionale di riforma, auspicando che possa davvero rilanciare l’attività degli enti. Questo obiettivo, però, non si realizza senza l’impiego di adeguate risorse economiche e la valorizzazione dei consorzi di bonifica anche nel ruolo di difesa del territorio dal dissesto idrogeologico. Non potrà, poi, mancare il riconoscimento delle giuste tutele ai lavoratori, non importa se stagionali o a tempo indeterminato. Siamo certi che questi enti, messi in condizione di operare a pieno regime, potranno utilizzare al meglio le risorse provenienti dall’Unione europea e realizzare anche in favore della Sicilia un percorso di resilienza».

Enzo Savarino, segretario regionale Filbi Uila, ha sottolineato “la necessità di finalizzare l’attività della cabina di regia perché il confronto tra sindacati e istituzioni politiche possa definire e chiudere, oltre al turn-over, la questione dei contenziosi che sta portando allo sfascio i consorzi di bonifica”. Savarino ha spiegato: «I lavoratori, non trovando risposte alle legittime richieste relative a inquadramenti e passaggi di livello, ricorrono a vie legali con costi enormi per gli enti. Occorre una transazione per raggiungere l’obiettivo senza gli aggravi di spesa provocati da condanne e sentenze di risarcimento».

Quello delle controversie legali, per i consorzi di bonifica è un tasto dolente anche riferito agli agricoltori: non si contano più, infatti, le opposizioni alle richieste di pagamento di cartelle esattoriali per canoni irrigui e consumi di acqua che ormai è diventata cara quasi come quella minerale.

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