Bonus Donne in Campo al via: sul portale Ismea istruzioni e procedura

Bonus Donne in Campo al via: sul portale Ismea istruzioni e procedura
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Bonus Donne in campo si parte. Da ieri, 15 settembre, il portale “Imprenditoria femminile” è presente sul sito di Ismea che è, com’è noto, il soggetto attuatore della misura l’attuazione della Misura voluta nella Legge di Bilancio 2020 dalla Ministra Bellanova per “sostenere concretamente il protagonismo femminile nel settore primario”.

«Il lavoro fatto in questi mesi vede finalmente la luce», dice il ministro Bellanova. «Il bonus Donne in campo – continua – è non solo una misura ma un tassello importante di una strategia per valorizzare e rafforzare la presenza delle donne in agricoltura. Un obiettivo per me fondamentale, confermato dai dati che dicono come il settore primario sia tra i maggiormente attrattivi per le donne che vogliono fare impresa, e come questo lo abbia modificato sostanzialmente, ad esempio con l’agricoltura multifunzionale, sociale, quella delle fattorie didattiche e degli agriasilo».

La misura, secondo Teresa Bellanova, “è il dovuto riconoscimento al ruolo fondamentale che le donne svolgono da sempre nel settore agricolo e che oggi proprio in questa misura trova un sostegno adeguato”. Tutte le donne a prescindere dall’età anagrafica che investono nel settore agricolo inviando le domande al portale potranno avere mutui a tasso zero, del cui costo si farà carico lo Stato.

La norma sul bonus Donne in Campo, inserita nella legge di stabilità 20, autorizza l’erogazione, nei limiti della dotazione finanziaria complessiva pari a 15 milioni di euro, di mutui a tasso zero, fino a un massimo di 300 mila euro, per tre obiettivi: rendimento e sostenibilità globale delle aziende agricole; miglioramento condizioni agronomiche e ambientali e del benessere animale; realizzazione e ottimizzazione delle infrastrutture connesse allo sviluppo, all’adeguamento e alla modernizzazione dell’agricoltura.

«Le donne – prosegue il ministro – oggi sono molto più consapevoli del valore delle loro competenze e dei gesti con cui per millenni hanno custodito il mondo rurale e fatto della tutela delle tradizioni e degli antichi saperi i punti di forza di un’agricoltura capace di creare nuovi flussi di reddito, dimostrando di saper coniugare perfettamente sostenibilità economica, sociale e ambientale. Con determinazione e fantasia ristrutturano le aziende di famiglia, riorganizzano le produzioni, sperimentano percorsi innovativi, rivendicano la necessità della qualità totale dell’impresa e il suo valore sociale, la multifunzionalità, l’inclusione sociale, il Made in Italy che rappresenta il punto di forza dell’offerta alimentare italiana. Non ci può essere centralità dell’agricoltura senza le donne».

Il Decreto ministeriale 26 agosto 2020, “Imprenditoria femminile”, regola i criteri per l’erogazione di mutui a tasso zero fino ad un massimo di 300 mila euro a favore di imprenditrici agricole per finanziamento di progetti di sviluppo aziendale.

I progetti devono rispondere a tre obiettivi:

  1. miglioramento del rendimento e della sostenibilità globale dell’azienda agricola con una riduzione dei costi di produzione o un miglioramento e riconversione della produzione e delle attività agricole connesse;
  2. miglioramento delle condizioni agronomiche e ambientali, di igiene e benessere degli animali;
  3. realizzazione e miglioramento delle infrastrutture connesse allo sviluppo, all’adeguamento e alla modernizzazione dell’agricoltura.

Le attività non possono essere avviate prima della presentazione della domanda e devono durare al massimo due anni dalla data di ammissione alle agevolazioni.

Per accedere alle agevolazioni previste dal decreto ministeriale è necessario presentare domanda attraverso il portale dedicato ai servizi Ismea disponibile sul sito www.ismea.it.

Insieme alla domanda è necessario presentare i seguenti allegati:

  1. Autocertificazioni relative all’impresa corredate da documento di riconoscimento in corso di validità dell’imprenditrice agricola;
  2. Documentazione attestante la qualifica Iap o Coltivatrice diretta e relativo certificato della posizione Inps;
  3. Relazione notarile riguardante eventuali beni dati in garanzia, ovvero lettera di disponibilità alla concessione della garanzia fidejussoria;
  4. Studio di fattibilità, il cui format è disponibile nella sezione dedicata, e relativa documentazione tecnica (preventivi e computi metrici delle opere da realizzare e/o macchinari da acquistare).

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