Fauna selvatica: è ancora emergenza. Serve subito nuova legge

Fauna selvatica: è ancora emergenza. Serve subito nuova legge
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Danni all’agricoltura con perdite milionarie. Ma anche aumento degli incidenti stradali e dei rischi sulla sicurezza pubblica, nelle aree rurali e in città. La fauna selvatica rimane ancora un problema irrisolto per le campagne. L’emergenza fauna selvatica – denuncia in una nota Cia-Agricoltori Italiani – è stata acuita dai mesi di lockdown con lo stop alle attività di controllo e di gestione soprattutto dei cinghiali, passati da una popolazione di 900 mila capi in Italia nel 2010 ai quasi 2 milioni di oggi (+111%).

Si sperava, dice la Cia, che nel “Dl semplificazioni” fosse stata inserita la proposta normativa annunciata a fine luglio. E invece nulla di tutto questo. “Si tratta – si osserva in una nota dell’organizzazione agricola – di un’occasione mancata per riformare una legislazione ormai obsoleta e totalmente carente, sia sul piano economico sia su quello ambientale, che non tutela più gli agricoltori e i cittadini che subiscono attacchi sempre più frequenti”.

Per invertire la rotta e fronteggiare il problema, Cia-Agricoltori Italiani ha lanciato una proposta di riforma alla legge 157/92 sulla fauna selvatica. Questi alcuni punti chiave: sostituire il concetto di “protezione” con quello di “corretta gestione”, parlando finalmente di “carichi sostenibili” di specie animali nei diversi territori; non delegare all’attività venatoria le azioni di controllo della fauna selvatica, ma prevedere la possibilità di istituire personale ausiliario; rafforzare l’autotutela degli agricoltori e garantire il risarcimento integrale dei danni subiti.

Sul tema della fauna selvatica è intervenuto oggi, 10 settembre, in Senato il sottosegretario Giuseppe L’Abbate. Rispondendo a due interrogazioni, L’Abbate ha ricordato come si tratti di un’emergenza sempre crescente: «Siamo al lavoro per un pacchetto di misure volte a rendere più incisivi gli strumenti di contrasto all’incremento delle popolazioni di ungulati selvatici».

Ma allo stesso tempo il sottosegretario alle Politiche agricole ha voluto fare chiarezza e sgombrare il campo da equivoci: «È importante evidenziare, però, che le competenze in materia sono regionali. Tant’è, infatti, che alcune regioni stanno regolamentando il prelievo di selezione degli ungulati appartenenti alla specie cacciabili anche al di fuori dei periodi e degli orari di cui alla legge 157/92 attraverso la predisposizione di adeguati piani di abbattimento selettivi, distinti per sesso e classi di età».

I piani, secondo quanto prevede la legge 248/2005, sono vagliati dall’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, e tenendo conto dell’esigua consistenza del personale delle amministrazioni regionali e provinciali, prevede anche il coinvolgimento di altre figure specializzate che vengono autorizzate ad effettuare attività di controllo numerico delle specie faunistiche, attraverso coadiutori formati mediante appositi corsi validati sempre dall’Ispra. «Pertanto – prosegue L’Abbate – invito le Regioni che vivono maggiormente questa problematica a redigere questi piani così da contenere il fenomeno. Al contempo, con la proposta di legge 982 “Semplificazioni agricole” abbiamo raggiunto un accordo normativo per introdurre misure volte ad agevolare ulteriori interventi di contenimento, tra cui l’ampliamento dell’arco temporale nel quale è autorizzata la selezione».

Per quanto concerne il risarcimento dei danni alle imprese agricole causati dalla fauna selvatica, per le aree protette è stato approvato il regime di aiuti previsto dal Ministero delle Politiche agricole dalla Commissione europea il 21 novembre 2019, mentre per le aree non protette si attende l’emanazione di un provvedimento a firma congiunta Agricoltura-Ambiente, attualmente all’esame del Ministero dell’Ambiente. Si valuta, infine, la possibilità di individuare un fondo nazionale che vada a coadiuvare i fondi regionali per far fronte ai danni causati dalla fauna selvatica, compatibilmente con le esigenze di finanza pubblica.

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