Ocm Vino Investimenti, online il bando per la Sicilia. Ecco cosa si può fare

Ocm Vino Investimenti, online il bando per la Sicilia. Ecco cosa si può fare

Nuovo bando per gli investimenti nel comparto del vino. Possibile acquistare attrezzature o realizzare impianti tutti connessi alla trasformazione delle uve da mosto compresa la ristrutturazione di edifici ante 1957 con un contributo che può arrivare fino a un massimo del 50%. Tra le attività finanziabili è compreso l’acquisto di recipienti, contenitori e barriques per l’invecchiamento e la movimentazione dei vini, ma anche la realizzazione di cantine virtuali destinate all’e-commerce, punti vendita aziendali ed extra-aziendali, nonché sale destinate all’esposizione alla degustazione dei vini.

Il termine di presentazione delle domande in forma telematica è fissato al 15 novembre, salvo eventuali proroghe disposte ed autorizzate dal Mipaaf.

Per la Sicilia con riferimento alla campagna 2020/2021 ci sono a disposizione 15 milioni di euro così ripartiti: 65% per progetti che hanno un piano d’investimenti compreso tra 500mila e 3 milioni di euro; il restate 35% per progetti con investimenti compresi tra 10mila e 500mila euro.

Diversificato il livello del contributo. Può arrivare a un massimo del 50% nel caso di micro, piccole e medie imprese. Alle medie imprese, quelle cioè con meno di 750 dipendenti o il cui fatturato annuo non superi i 200 milioni di euro, il contributo erogabile è pari al 25%. Per le  grandi imprese, quelle che occupano più di 750 dipendenti o il cui fatturato sia superiore ai 200 milioni di euro, il contributo massimo erogabile è pari al 19% della spesa sostenuta. Sono ammesse esclusivamente le domande per “progetti biennali”, cioè per investimenti da completare entro il 15 luglio 2022.

Le nuove cantine dovranno avere una capacità minima di vinificazione e stoccaggio di 500 ettolitri riferibile ad una superficie vitata minima di 5 ettari di cui almeno 3 obbligatoriamente aziendali. Se la superficie aziendale non arrivasse a 5 ettari, si deve fare riferimento a contratti di conferimento almeno triennali da parte di altri produttori. 

In deroga a questa disposizione vanno le isole minori, il territorio della Doc Etna e la provincia di Messina, tutte zone caratterizzate dall’elevata frammentazione e polverizzazione delle aziende. In questi casi la capacità minima delle nuove cantine è di 200 ettolitri e la superficie vitata aziendale minima è di 2 ettari, che devono essere obbligatoriamente aziendali. “Per analoghe motivazioni e in un’ottica di rilancio del comprensorio – si legge nel bando – la stessa deroga verrà applicata al territorio della Docg Cerasuolo di Vittoria, ma varrà esclusivamente per le aziende che rivendicano la produzione ai sensi del disciplinare della stessa Docg”.

Come si fa la selezione delle domande? A ciascun progetto verrà assegnato un punteggio totale che deriva dalla sommatoria di punti attribuiti in funzione in alcuni parametri inseriti in due diverse tabelle. La prima vale per le imprese private che possono raggiungere al massimo 78 punti. La seconda si applica alle cantine sociali che possono raggiungere al massimo 80 punti. In entrambi i casi, ben 20 punti sono collegati a sistemi di certificazione riferiti a risparmio energetico, efficienza energetica globale e processi sostenibili sotto il profilo ambientale.

Per entrare a far parte della graduatoria delle iniziative finanziabili i progetti devono raggiungere almeno punti 25 nel caso di ditte private e punti 23 nel caso di Cooperativa Cantine Sociali.

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