Banca della Terra di Sicilia, nel primo bando otto lotti in quattro province

Banca della Terra di Sicilia, nel primo bando otto lotti in quattro province
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Ci sono disponibili otto lotti di terreno agricolo demaniale da dare in concessione e 60 giorni di tempo per proporre i progetti di massima per la loro utilizzazione e valorizzazione. Sono questi gli elementi di una vera e propria prova generale di funzionamento della Banca della Terra di Sicilia, il cui primo bando è stato presentato stamattina a Palermo, a Palazzo d’Orleans, nel corso di una conferenza stampa del presidente della Regione Nello Musumeci e dell’assessore regionale all’Agricoltura, Edy Bandiera.

«Se l’esperimento dovesse andare bene – ha assicurato Musumeci – verrà ripetuto fra qualche mese con nuovi lotti di terreno». Il governatore e l’assessore all’agricoltura confidano, infatti, nella positiva risposta ad un altro Avviso, non diretto agli agricoltori, ma ai detentori pubblici e privati di terre incolte, disponibili a conferirle nella Banca della Terra di Sicilia, una istituzione nata nel 2014 ma che solo adesso comincia a muovere i primi passi.

Nello Musumeci, parafrasando il vecchio slogan delle lotte agrarie e dei fasci siciliani (“la terra ai contadini”), ha più volte ripetuto che alla base di questa nuova iniziativa c’è la volontà di dare la terra ai giovani. Anche se nel bando, la preferenza verso i giovani non è esplicita. Così come non è esplicita la preferenza accordata ai giovani in possesso di titoli di studio (diplomi o lauree in discipline agricole o veterinarie) così come ha, invece, riportato in conferenza stampa l’assessore Bandiera. 

Per il momento, nell’Avviso pubblicato oggi pomeriggio sul sito dell’assessorato Agricoltura per l’assegnazione di fondi agricoli in comodato ventennale (rinnovabile, ma non automaticamente) a un canone che verrà stabilito sulla base dei prezzi medi per l’area in esame e beni similari, vengono proposti otto lotti di terreno, per un totale di 430 ettari. Uno di 22,23 ettari si trova a Calamonaci in provincia di Agrigento; due nel Nisseno (a Mazzarino 112,99 ettari e a Niscemi 12,87 ettari). Quattro in provincia di Enna: 19,96 ettari a Barrafranca, 31,27 a Centuripe; 87,22 ettari a Piazza Armerina e 20,49 a Villarosa. A Siracusa, e precisamente a Carlentini, il più esteso: 123,7 ettari, molti dei quali incolti oppure destinati a pascoli.

Ma chi può chiedere l’affidamento in concessione di questi terreni? Praticamente tutti, imprenditori agricoli e giovani agricoltori. In questo caso l’Avviso, quando parla di giovani, si riferisce a “soggetti che non hanno compiuto 41 anni alla scadenza del bando, che intendano insediarsi per la prima volta in un’azienda agricola o che si sono insediati da non più di 60 mesi alla data di scadenza del bando, che intendono sia avviare per la prima volta un progetto di sviluppo nel settore agricolo sia ampliare la base aziendale e la consistenza territoriale aziendale”. Possono partecipare anche i giovani in forma associata, ma per essere ricompreso nella categoria giovani, la maggioranza dei partecipanti non devono avere compiuto il 41° anno di età alla data di scadenza del bando. È prevista anche la possibilità che per almeno il 10% dei beni inseriti nella “Banca della Terra di Sicilia” possa essere concesso a titolo gratuito alle cooperative sociali, sulla base di apposita convenzione, e nel rispetto dei principi di trasparenza, adeguata pubblicità e parità di trattamento.

«Benchè in fase sperimentale, vogliamo ugualmente consentire ai giovani aspiranti imprenditori agricoli di potere disporre della terra che a loro manca, e contemporaneamente miriamo alla valorizzazione del patrimonio agricolo e forestale per sottrarlo all’improduttività e all’abbandono che spesso prelude a roghi e incendi dolosi», ha spiegato il governatore Musumeci.

Chi vuole partecipare al bando può verificare le caratteristiche di ciascun lotto. Sul sito dell’assessorato Agricoltura sono, infatti, disponibili le perizie tecniche predisposte grazie alla collaborazione gratuita della Federazione degli Ordini dei Dottori Agronomi e Forestali e dei Coordinamenti dei Collegi degli Agrotecnici e dei Periti Agrari.

Il Presidente della Regione, Nello Musumeci, e l’assessore Edy Bandiera mostrano la perizia di stima redatta dal gruppo di lavoro della Federazione degli Ordini provinciali dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali

Diversamente dai bandi del Psr, in cui sono riportate le griglie di valutazione per l’attribuzione dei punteggi ai singoli progetti, in questo caso a fare la differenza tra un aspirante concessionario e un altro, sarà una commissione esaminatrice che valuterà la qualità del progetto – è scritto nel bando – considerando i seguenti elementi:

Qualità, tipicità e sicurezza delle produzioni e delle filiere agroalimentari (vegetali, zootecniche e ittiche), in questo ambito rientrano le azioni dirette a supportare la valorizzazione di tutte le produzioni agro-alimentari siciliane;

Conservazione, selezione, miglioramento e valorizzazione della biodiversità agricola vegetale e animale;

Orientamento al mercato delle produzioni;

Sostenibilità di processo/prodotto/organizzazione delle produzioni e delle filiere agroalimentari (metodologie, materiali, macchine e impianti, servizi), in ambito interessa l’innovazione nel settore agroalimentare mediante metodologie, materiali, macchine e impianti, servizi innovativi mirati, ad esempio, al contenimento nell’uso delle risorse agroalimentari (acqua, suolo, fertilizzanti, principi attivi con funzione fitosanitaria, energia).

Inoltre (ma questo è stato aggiunto con un avviso pubblico successivo), tra i criteri di valutazione sarà considerata anche la capacità del proponente (titolo di studio, esperienza nel settore agricolo e agroalimentare, etc).

A partire dal 5 agosto, ci sono 60 giorni di tempo per presentare le domande. Due mesi sono forse pochi se si considera che c’è agosto di mezzo. Ma Musumeci, a quanto pare, intende mandare rapidamente in porto l’esperimento del primo bando della Banca della Terra, grazie al quale verranno dati in concessione alcuni terreni già nell’immediata disponibilità della Regione, e in particolare del Dipartimento dello Sviluppo Rurale. Nei programmi del governo c’è poi dell’altro: «Successivamente – ha concluso Musumeci – contiamo di proseguire con l’immenso patrimonio di terreni e fabbricati di cui dispone l’Ente di Sviluppo Agricolo, almeno per quella parte non necessaria alle attività dell’ente. Inoltre potranno conferire terreni alla Banca anche Comuni, Asp e privati».

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