In Sicilia troppo latte e cagliate estere. Diprosilac: serve ordine nella filiera

In Sicilia troppo latte e cagliate estere. Diprosilac: serve ordine nella filiera
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Serve mettere ordine nella filiera lattiero-casearia siciliana, condizionata dalla incontrollata importazione di latte, latticini e cagliate. E bisogna farlo al più presto. Ed è altrettanto urgente garantire liquidità alle imprese del settore e il loro inserimento fra i beneficiari delle misure previste per far fronte alle conseguenze del Covid-19.

L’appello è stato lanciato durante un incontro in videoconferenza tra il comitato esecutivo regionale del Diprosilac, il Distretto Produttivo Siciliano Lattiero Caseario, l’assessore regionale dell’agricoltura Edy Bandiera e il dirigente generale del dipartimento agricoltura Dario Cartabellotta. Oltre al presidente Enzo Cavallo e ai componenti del comitato (Salvatore Tuzzolino, Sebastiano Tosto, Saro Petriglieri e Mattia Occhipinti) all’incontro online hanno partecipato Massimo Todaro, in rappresentanza dei Consorzi di tutela dei formaggi Dop siciliani, il direttore della cooperativa Progetto Natura Op Salvatore Cascone e Giuseppe Occhipinti presidente del Consorzio Ragusano Dop.

Quattro, in sintesi, le richieste che il Diprosilac ha presentato all’assessore Bandiera: 1) applicazione dell’art.3 del D.L. 27/19 convertito nella legge 44/19, per il monitoraggio della produzione e delle importazioni di latte e derivati; 2) l’avvio del marchio QS Sicilia per il latte bovino e per l’agnello, e lo sblocco del disciplinare per il latte ovino; 3) l’applicazione dell’Ocm del latte così come avviene per altri settori produttivi e in altre regioni; 4) l’introduzione di adeguati interventi a sostegno e a garanzia del benessere animale. 

In Sicilia, non è una novità, il comparto zootecnico, considerata la ridotta incidenza sul Pil agricolo regionale, vive da sempre la condizione di Cenerentola.  Potrebbe cambiare la musica adesso che l’assessore Bandiera ha dichiarato di essere «disponibile a recepire le giuste istanze rappresentate assicurando al comparto adeguata “cittadinanza” in assessorato ed in termini di attenzione politica». Diversi gli impegni presi dall’assessore nel corso dell’incontro in videoconferenza. Il primo riguarda la destinazione delle risorse stanziate per l’emergenza Covid-19: «Nella legge regionale di stabilità – ha detto Bandiera – sono stati stanziati 50 milioni di euro per il settore primario: parte di queste risorse saranno riservate al settore zootecnico». Nello stesso tempo ha informato «di avere già avviato l’iter per l’approvazione della norma per la introduzione di benefici per le imprese che assicurano il benessere animali». 

Fin qui anticipazioni e impegni politici. Ma al di là di questi il Diprosilac una piccola grande vittoria l’ha già portata a casa: Bandiera ha, infatti, dichiarato di essere pronto a riconoscere nel Distretto l’organismo tecnico di supporto all’attività dell’assessorato per il settore lattiero caseario, e ad assicurare allo stesso Distretto la presenza negli incontri destinati alla filiera e alla nuova programmazione. 

«Il primo incontro ufficiale con i vertici dell’assessorato Agricoltura, dopo l’approvazione del nostro nuovo patto di sviluppo, appare promettente», ha dichiarato il presidente di Diprosilac, Enzo Cavallo. «Il Distretto è già avanti sulle ipotesi di lavoro proposte all’assessore e al direttore dell’assessorato ma, tra tutte – conclude – attribuiamo grande importanza alla previsione di una Ocm del latte per la valorizzazione delle Op e per favorire l’aggregazione dei produttori».

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