Donne in Campo, dalle agricoltrici la proposta di un patto per il Green Deal

Donne in Campo, dalle agricoltrici la proposta di un patto per il Green Deal
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Un “Patto per il Green Deal”. Lo propongono le agricoltrici che si pongono al centro della transizione verde annunciata dall’Europa.

Promotrici della sicurezza alimentare, custodi di biodiversità e sostenitrici della tutela di paesaggio e territori, le oltre 200mila agricoltrici italiane si pongono in prima linea nella costruzione e nell’attuazione della rivoluzione green per cui sono previsti investimenti da un trilione di euro nei prossimi dieci anni. 

Il messaggio lanciato da Donne in Campo, l’associazione femminile di Cia-Agricoltori Italiani, dalla sua assemblea nazionale su “Seminare biodiversità per raccogliere futuro, ricamare paesaggi, coltivare foreste”, svoltasi ieri, 23 giugno, in videoconferenza.

«Come donne dell’agricoltura – ha detto nella sua relazione la presidente di Donne in Campo, Pina Terenzici candidiamo a ricucire gli strappi tra la sostenibilità economica e quella ambientale e sociale ovvero i tre pilastri dello sviluppo sostenibile dettati dall’Onu, su cui ora non c’è sempre raccordo o connessione». 

Come fare? «Bisogna rendere protagonista il settore agricolo – ha continuato Terenzi – ma soprattutto, da qui al 2030, è necessario che questo passaggio venga accompagnato da due azioni: la prima consiste in un grande impegno in innovazione e ricerca e in risorse nella futura Pac; la seconda in un vasto piano di divulgazione, formazione e assistenza tecnica per affiancare gli agricoltori e facilitare il passaggio verso gli obiettivi prefissati». 

La sfida è complessa, dunque, e proprio per questo serve un impegno interdisciplinare: «Chiediamo ai ministeri coinvolti di garantire al settore primario tutto l’appoggio e il sostegno possibile – ha concluso la presidente di Donne in Campo – per affrontare una fase di grande cambiamento come questa».

Un appello subito raccolto dal ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova, che è intervenuta all’assemblea via web: «Accolgo il vostro appello e aggiungo che se non ci può essere futuro verde senza la centralità dell’agricoltura, non ci può essere centralità dell’agricoltura senza le donne». Dopo aver ricordato il via libera al bonus “donne in campo”, realizzato proprio per potenziare la presenza nel settore (oggi un’azienda agricola su 3 è a conduzione femminile e il 40% della forza lavoro complessiva è rosa), Bellanova ha sottolineato: «Di fronte alla grande sfida del Green Deal, l’aiuto delle agricoltrici è fondamentale: serve coraggio e visione, strumenti nuovi e più forti. Per contrastare lo spopolamento delle aree interne e il dissesto idrogeologico dobbiamo rimettere al centro il ruolo degli agricoltori come custodi del patrimonio di biodiversità e soprattutto come produttori di un bene comune e strategico quale è il cibo, argomento tornato centrale durante la pandemia con il tema dell’approvvigionamento alimentare».

Tutti temi che Cia-Agricoltori Italiani sostiene e rilancia con il progetto “Il Paese che Vogliamo”, rimodulato alla luce del Covid-19. «L’emergenza ha rimesso in discussione tutti i modelli di crescita – ha sottolineato il presidente nazionale Dino Scanavino, chiudendo i lavori dell’Assemblea di Donne in Campo – riaffermando la funzione strategica dell’agricoltura e il valore sociale delle zone rurali d’Italia. Adesso ripartiamo da qui per costruire un nuovo piano di sviluppo del territorio nazionale, frenando il fenomeno dell’abbandono delle aree interne, lavorando da subito all’appuntamento del Green Deal europeo con investimenti in innovazione e sostenibilità ambientale». 

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