Limone dell’Etna Igp, sempre più vicino il riconoscimento ufficiale della Ue

Limone dell’Etna Igp, sempre più vicino il riconoscimento ufficiale della Ue
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Un altro traguardo è stato raggiunto nel tormentato iter per il riconoscimento dell’Igp al limone dell’Etna. È stata infatti pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (n. 204 serie C del 18 giugno 2020) la domanda di registrazione della nuova indicazione geografica protetta che arriva dalla Sicilia, appartenente alla categoria Classe 1.6. Ortofrutticoli e cereali, freschi o trasformati.

Il nome “Limone dell’Etna Igp” identifica i limoni coltivati nell’area lungo la fascia costiera etnea, in un’area compresa tra il fiume Alcantara a Nord, ed il confine settentrionale del comune di Catania. È riservato alla cultivar “Femminello” e ai suoi cloni, nonché alla cultivar “Monachello”, riferibili alla specie botanica Citrus limon. La zona di produzione del Limone dell’Etna Igp si trova nella provincia di Catania lungo la fascia ionico-etnea e comprende il territorio amministrativo dei seguenti comuni: Aci Bonaccorsi, Aci Castello, Aci Catena, Aci Sant’Antonio, Acireale, Calatabiano, Castiglione di Sicilia, Fiumefreddo di Sicilia, Giarre, Mascali, Piedimonte Etneo, Riposto, Santa Venerina, San Gregorio di Catania, Valverde, Zafferana Etnea.

Dal 18 giugno, data di pubblicazione della Gazzetta, si contano quindi i tre mesi di tempo in cui sarà possibile opporsi alla registrazione ai sensi dell’articolo 51 del regolamento europeo n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio.

La procedura era stata avviata a dicembre 2015 con la presentazione della domanda alla Regione e alla quale avevano contributo il Crea, l’Osservatorio delle malattie delle piante e l’Uia di Acireale. Alla riunione di pubblico accertamento che si è svolta ad Acireale l’11 settembre del 2018, sono seguite alcune richieste di chiarimento da parte di Bruxelles a cui l’associazione proponente l’Igp ha risposto tramite il Mipaaf.

Adesso il percorso appare tutto in discesa e il marchio Igp sarà un riconoscimento prezioso che viene ritenuto fondamentale dai produttori per la valorizzazione del limone che si coltiva sui versanti più bassi del vulcano. In particolare si punta sul verdello, un prodotto d’eccellenza che coltivano da secoli con tecniche che si tramandano di padre in figlio.

In passato le coltivazioni di limone alle falde dell’Etna (non oltre i 400 metri di altitudine) arrivavano a circa 10mila ettari. Ma una volta colpite dal malsecco, quando vennero a mancare gli ordini dai Paesi dell’Est Europa, sono state in gran parte abbandonate. In quelle terre fertilissime, servite da acqua irrigua, corrente elettrica e una buona viabilità potrebbe tornare ad essere prodotto in gran quantità un limone di qualità superiore.

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