Esa: tra avvisi nebulosi e commissari, cercasi nuovo direttore generale

Esa: tra avvisi nebulosi e commissari, cercasi nuovo direttore generale
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L’Ente di Sviluppo Agricolo della Sicilia è in cerca di un direttore generale. Per trovarlo, lo scorso 11 giugno è stato pubblicato sul sito dell’ente un avviso approvato da Gaetano Aprile, il commissario ad acta incaricato dall’assessore Edy Bandiera con un decreto datato 27 maggio. Le manifestazioni di disponibilità dovranno essere presentate entro le ore 14 del 19 giugno prossimo e inviate tramite pec oppure mediante raccomandata con prova di consegna.

Con questo atto di interpello l’Esa intende mettere la parola fine ad un periodo abbastanza burrascoso fatto di commissari ad acta, polemiche politiche e consiglieri di amministrazione dichiarati decaduti.   

Ma ricostruiamo brevemente la vicenda. La poltrona di direttore generale dell’Esa è in attesa di essere assegnata dalla fine del 2019, ovvero dalla data di scadenza del contratto di Fabio Marino, tecnico di area Pd, vicino al precedente assessore all’Agricoltura, Antonello Cracolici. Da allora, con decreto di Bandiera, compiti e funzioni di direttore generale sono stati affidati al commissario ad acta Nicola Caldarone, capo vicario dell’Ufficio di gabinetto dell’Assessorato all’Agricoltura e fino a settembre del 2018 presidente dell’Ente di Sviluppo Agricolo. 

La scadenza dell’incarico era prevista per il 2 marzo, ma l’emergenza Covid-19 ha indotto Bandiera a prolungare l’incarico a Caldarone, prima fino al 25 maggio e successivamente fino al 29 giugno.

Il direttore generale dell’Esa, così come quello dell’Irvo, secondo l’art.44, comma 4, della legge regionale n.17 del 28 dicembre 2008, deve essere in possesso del diploma di laurea e deve essere selezionato tra i dirigenti dell’ente o del ruolo unico della dirigenza dell’amministrazione regionale che abbiano almeno dieci anni di anzianità nella qualifica. Può esser anche individuato tra soggetti esterni alla pubblica amministrazione, purché abbia i requisiti previsti dalla legge regionale n.10 del 15 maggio 2000 e dal decreto legislativo n.165 del 30 marzo 2001.

Sarà l’Ente di Sviluppo Agricolo, si legge nell’atto d’interpello, “a valutare discrezionalmente e a proprio insindacabile giudizio titoli, esperienze professionali e di carriera nonché eventuali competenze tecnico-professionali-culturali inerenti l’incarico da conferire”. Ma la cosa singolare è una: nell’avviso non si parla da nessuna parte della nomina di un’eventuale commissione né si individua chi per l’ente dovrebbe valutare il candidato migliore. Probabilmente, sarà questa una delle prossime mosse, visto che l’Esa in questo momento ha solo commissari ad acta, messi lì per svolgere alcuni precisi compiti: uno facente funzioni di direttore generale, uno per l’approvazione dei rendiconti degli ultimi due anni, il terzo per svolgere una serie di funzioni gestionali. Di certo, a nessuno dei tre tocca l’onere di individuare il nome del nuovo direttore generale. Insomma, se qualcuno cercava un effetto a sorpresa all’Esa ci sono riusciti perfettamente.

Nell’atto d’interpello, infine, non è detto quanto durerà l’incarico. È detto, comunque, anche se in maniera piuttosto nebulosa, quale sarà il trattamento economico del nuovo direttore generale. La cifra? Nessun problema. Chi volesse saperla deve scavare tra le delibere dell’Esa, della Giunta regionale e nei contratti collettivi regionali di lavoro di riferimento. Una cosa è sicura: “È determinata – recita esplicitamente l’avviso – dalle norme vigenti per i dirigenti della Regione siciliana”. Possiamo stare tranquilli, dunque. Un maxi-contratto da dirigente non si nega a nessuno. Nemmeno in un ente che a parole tutti vorrebbero sciogliere, ma che, come il patriarca dei romanzi di Garcia Marquez, tra muri sbrecciati e ragnatele, riesce solo a sopravvivere a se stesso.

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